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Lione rende omaggio a Hugo Pratt padre di Corto Maltese

Mostra dedicata al fumettista italiano al Musée des Confluences

Lione, (askanews) – Un viaggio nel mondo immaginario e romantico di Hugo Pratt, uno dei fumettisti italiani dallo stile grafico e dall’arte del racconto inconfondibili. E’ questo il senso della mostra ‘Linee d’orizzonte’, dedicata al padre di Corto Maltese e organizzata dal Musée des Confluences di Lione.

Un’esposizione che mette a confronto per la prima volta i disegni realizzati da Pratt con gli oggetti che lo hanno ispirato: armi, maschere, gioielli, ornamenti e abbigliamento. Non mancano i riferimenti alle letture dell’infanzia e dell’adolescenza di Pratt e che si ritroveranno poi nelle sue strisce: da Kipling ad Haggard, da Jack London a Salgari, da Rimbaud a Borges.

Patrizia Zanotti la curatrice della mostra. “Questa è una mostra che vuole veramente portare il visitatore a fare un viaggio in quello che è il mondo geografico, il mondo dei riferimenti culturali di Pratt, quella che è la sua immaginazione anche perché Pratt parte da riferimenti precisissimi, storici, geografici ma poi mette molta fantasia, molta inventiv. E quindi ci sono dei luoghi inventati da lui che ci sembrano veri e luoghi veri che sembrano quasi parte della sua immaginazione. E’ quindi una visita immersiva nel suo mondo senza trascurare la parte legata alle sue opere più piccole, più intime, a tu per tu con l’opera, con la tavola , con l’acquarello, un’altra delle grandi caratteristiche di Pratt, che era un grande acquarellista”.

La mostra punta i riflettori anche su alcuni film che hanno segnato il percorso creativo del maestro riminese, come ‘Il trono nero’, con Burt Lancaster, che ispirò il personaggio di Corto Maltese, uno dei miti letterari del Novecento.

Cuore dell’esposizione è un dispositivo audiovisivo interattivo, una sorta di emisfero-labirinto in cui è possibile compiere un’immersione negli spazi reali o sognati, solcati o immaginati da Pratt: dalle popolazioni del Grande Oceano a quelle dell’Amazzonia, dalle tribù dell’America precolombiana a quelle dell’Africa, fino ai territori del grande nord canadese.

Ancora Patrizia Zanotti: “Chi non conosce Hugo Pratt, secondo me vede questa mostra, esce e si compra un libro di Corto Maltese. Penso che sarà questa la reazione perché è veramente un mondo talmente affascinante che è difficile uscirne proprio non incuriositi”.

L’esposizione resterà aperta fino al 24 marzo 2019.

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