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Università Campus Bio-Medico raddoppia i propri spazi

Sette studi finalisti. Focus didattica, ricerca e assistenza

Roma, (askanews) – L’Università Campus Bio-Medico di Roma lancia una delle sfide più importanti della propria storia: il raddoppio dei propri spazi destinati alla didattica, alla ricerca e all’assistenza medica. Uno sforzo che avrà un impatto positivo sulla cultura universitaria e la ricerca scientifica anche in termini di indotto e di benefici per il territorio, per il quale è stata aperta una procedura concorsuale che ha portato alla selezione di sette studi di architettura provenienti da tutto il mondo.

Nel Campus di Trigoria si è tenuto un confronto nell ambito del workshop di presentazione del Concorso internazionale di progettazione del Masterplan dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, alla presenza dei sette studi internazionali di progettazione selezionati, degli enti e delle autorità che hanno patrocinato l’evento, MIBACT, MISE, la Regione Lazio, Roma Capitale, l’ente regionale RomaNatura e Legambiente. Chiesti ai sette finalisti due progetti: il masterplan sui 90 ettari per il raddoppio del Campus e il progetto sui primi 20mila metri quadri, immediatamente edificabili, che daranno vita a un simulation center, a nuove aule per l’ateneo e a una serie di spazi dedicati alla bassa intensità di cura per i degenti del policlinico.

Domenico Mastrolitto, direttore generale di Campus Bio-Medico SpA:

“E’ una opportunità di sviluppo lungo le nostre tre direttrici: crescere in maniera unitaria nell’unicum che ci contraddistingue della ricerca scientifica, dell’education e della didattica e dell’assistenza al malato”.

Presente anche Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, secondo il quale “va fatto un plauso per il metodo adottato dal Campus Bio-Medico, con l idea di bandire un concorso del genere. Ambizioso e che implica sfide importanti: “Parliamo principalmente di quella urbanistica, quella che ci viene richiesta in un primo step. Chiaro che il raddoppio del campus Biomedico in un’area come questa, tra aree urbanizzate al di fuori di ogni pianificazione nel passato che necessitano oggi di servizi di tutti i tipi, devono ricavare da questa possibilità un insieme di servizi e luoghi, strade, ma anche spazi in cui condividere con la vita degli studenti e dei ricercatori, saperi e conoscenze”.

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