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Giovedì 26 Aprile 2018

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Sostenibiltà made in Umbria: filiera tessile naturale integrata

A "le Rotte della sostenibilità" il progetto TUN

Perugia (askanews) – Dalle materie prime fino al tessuto finale, integrando e coordinando l’intera filiera produttiva e puntando esclusivamente su risorse e saper fare che sono il patrimonio di un ben definito territorio: è il concetto di sostenibilità declinato dalla Cardinalini, azienda tessile umbra che ha aderito al progetto TUN, Tessile Umbro Naturale. “Il tessile Umbro Naturale è un progetto che ha visto coinvolta l’intera filiera produttiva, a partire dalla collaborazione con gli allevatori e i coltivatori per trovare la fibra primaria che è il pelo di angora e la canapa – dice Marco Cardinalini, product manager della Cardinalini spa – Da li abbiamo poi fatto un processo tintoriale, sempre in Umbria, e poi il processo di smacchinatura del filato ottenuto. E poi, come azienda, abbiamo fornito la confezione dei capi. Il senso del Tessile Umbro Naturale quindi è di riprodurre, dalle materie prime fino alla collezione finale, l’intero ciclo produttivo. Tutto made in Umbria”.

Il progetto TUN è stato illustrato a Perugia nel corso dell’incontro “le Rotte della sostenibilità”, tappa di avvicinamento al Salone della Csr e dell’innovazione sociale previsto a Milano, in Bocconi, il 2 e il 3 ottobre 2018. L’incontro di Perugia ha permesso di condividere e confrontare le migliori esperienze di sostenibilità realizzate nella regione. “E’ stato un esperimento, una prova master per dimostrare che in Umbria si può fare l’intero ciclo produttivo – sottolinea Cardinalini – Ci sono dei grandi limiti, perché comunque le materie prime di grande qualità sono localizzate in territori ben specifici, però è stato possibile grazie alle sinergie di più attori, appunto, coltivatori, allevatori, tintori, filatori e confezionisti, poter ottenere un prodotto al 100% realizzato in Umbria”.

Partito nel 2015 da una ricerca dell’Università di Camerino, il progetto ha avuto impulso grazie alla Confederazione Italiana Agricoltori dell’Umbria e ha raggiunto l’obiettivo di mettere in relazione, in un’ottica di sistema, due dei più importanti settori dell’economia regionale: l’agricoltura e il tessile. “In Umbria – prosegue Cardinalini – siamo usciti dal concetto legato soltanto al mondo della confezione della maglieria, e si è potuti risalire nella filiera produttiva”. L’esperienza raccontata dalla Cardinalini si configura così anche come esempio concreto di virtuosa collaborazione e partnership fra imprese, istituzioni, società civile nella prospettiva dell’Agenda 2030 dell’Onu.

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