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Amazon, i lavoratori: “Ritmi disumani, l’azienda ci ascolti”

La protesta dalla voce dei dipendenti

Piacenza, (askanews) – La protesta dalle voci dei lavoratori di Amazon. Francesca Benedetti, segretaria Fisascat Cisl di Piacenza:

“Questa giornata che è dedicata all’acquisto compulsivo è finalizzata a chiarire e a sensibilizzare l’opinione pubblica facendogli capire che il servizio Amazon è ineccepibile, perché se ordino un pacco la sera prima il giorno dopo arriva il corriere. La gente deve anche capire che dietro a questa tempestività, ci sono dipendenti che lavorano con dei ritmi che sono disumani”. “Ad Amazon abbiamo lasciato una porta aperta. Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione il 21 di novembre. E volevamo dire che siamo pronti al dialogo, e pronti anche a ritirarlo lo sciopero ma vogliamo avere le risposte che da aprile 2016 stiamo chiedendo”.

Alberto Parmigiani, responsabile del reparto Packer Amazon: “Riconosciamo che produttività è importante. D’altro canto continuano a chiederci sempre il massimo. Amazon ha avuto un grandissimo successo a livello italiano ed europeo ma noi di questo successo non abbiamo visto nulla; purtroppo abbiamo uno stipendio che è il minimo sindacale, essere pagati il minimo e dare il massimo alla lunga stufa”.

Beatrice Moia, Rsu Amazon Piacenza: “Abbiamo deciso di scioperare perché sono due anni che parliamo con la ditta, ma non si arriva mai a un risultato condiviso. Abbiamo chiesto tante cose, in primis di tutelare i ragazzi che hanno patologie e malattie professionali. E pi c’è un fattore economico; Amazon fattura ogni anno di più e crediamo che il merito sia anche nostro.

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