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Giovedì 14 Dicembre 2017

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“Smetto quando voglio”, l’ultimo colpo della banda con suspense

Dal 30 novembre "Ad honorem", terzo film della saga di Sibilia

Roma (askanews) – L’avventura dei ricercatori diventati criminali è arrivata all’epilogo: il 30 novembre arriva nei cinema “Smetto quando voglio – Ad honorem”, terzo film pieno di suspense della saga inventata e diretta da Sydney Sibilia. Pietro Zinni, interpretato da Edoardo Leo, è in carcere con tutta la sua banda, ma c’è un ultimo compito che deve affrontare: fermare il cattivo interpretato da Luigi Lo Cascio che prepara un attacco proprio all’università per colpire centinaia di persone. Bisogna organizzare una fuga da Rebibbia e il gruppo formato da Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Giampiero Morelli si ricompatta. Quest’avventura lunga 5 anni per un film che ha portato una ventata di originalità nel cinema italiano ha lasciato nei protagonisti tanti ricordi divertenti e un po’ di nostalgia, come spiega Edoardo Leo.

“C’è grande gioia per l’uscita in sala e non vedo l’ora che il pubblico lo veda perché secondo me è un film interessantissimo, particolare. Per me personalmente c’è un po’ di malinconia, perché mi rendo conto che finiscono 5 anni di lavoro, legati ad un progetto, ad un personaggio, per cui c’è pure un po’ di commozione. Mi tolgo il costume da Pietro Zinni per sempre.

“In qualche modo in tutti quei casini che combina c’è una sorta di purezza, alla fine tenta di salvare il posto da cui è stato cacciato, quindi c’è dentro la critica al mondo universitario che l’ha respinto, ma c’è dentro anche il germe della volontà da ricostruire”.

I geniali ricercatori del primo film erano stati fatti fuori dal mondo accademico e quasi loro malgrado avevano iniziato un percorso fatto di eccessi e imprese rocambolesche. Nel frattempo nelle università, però, il clima non sembra molto cambiato, come spiega Sibilia.

“Quando lo scrivevamo, io dicevo: ‘ e se smette di essere attuale?’. Ancora prima che uscisse il primo capitolo, mentre lo giriamo, lo montiamo, saranno finiti i tempi… Invece, purtroppo sono ancora lì”.

Stefano Fresi, geniale chimico di “Smetto quando voglio”, consiglia però agli universitari di non seguire la strada della sua banda: “Non ti stiamo suggerendo di arrenderti, ma di rivoltare il mondo e fare in modo che noi non abbiamo più ragione di esistere”.

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