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Libia, centinaia di corpi dei jihadisti da un anno in container

In attesa di sapere quale sarà il loro destino

Misurata (Libia), 14 nov. (askanews) – Una lunga fila di container con centinaia di cadaveri dentro. Sono i corpi di combattenti dello Stato Islamico rimasti insepolti da un anno nella città libica di Misurata.

“Ogni container contiene 50 cadaveri”, ha spiegato Ali Tuwaileb, responsabile del complesso ad alta sicurezza contro il crimine organizzato.

L’obitorio improvvisato ospita circa 700 salme, accumulate dall’inizio degli scontri con l’Isis in Libia e da quando nel dicembre del 2016 i jihadisti sono stati cacciati da Sirte, il bastione dello Stato Islamico nel Paese.

Per mancanza di strutture, altre centinaia di corpi di jihadisti sono stati abbandonati sotto le macerie a Sirte. Secondo il responsabile del centro si trattarebbe di 1.500-2.000 corpi sepolti nella città.

“Ciascuna sacca (con i corpi) è stata classificata e numerata. Ciascun corpo ha il suo file, con il campione di Dna, documenti o segni riconoscibili” – ha spiegato – e tutti i documenti sono stati trasferiti alla Procura generale di Tripoli per decidere il destino delle salme. Secondo i documenti trovati la maggior parte dei combattenti Isis provenivano dalla Tunisia, dall’Egitto e dal Sudan. Sul destino dei cadaveri, se sotterrarli e dove, deve decidere il procuratore generale di Tripoli. Ma in un anno non si è mai pronunciato. D’altra parte nessuno, in Libia o dall’estero, ha reclamato i corpi dei jihadisti caduti.

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