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Giovedì 23 Novembre 2017

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A ciascun piatto la sua pentola: la sfida di Agnelli da 110 anni

Baldassare: sogno un tegame d'alluminio in ogni casa italiana

Milano, (askanews) – Per ogni cottura ci vuole la pentola giusta. Da 110 anni è questo principio che ispira un’azienda simbolo del made in Italy, la Pentole Agnelli, presenza immancabile nelle cucine dei grandi chef di tutto il mondo. E non solo. E pensare che tutto ebbe inizio con un metallo considerato prezioso all’inizio del secolo scorso:

“Nonno Baldassare nel 1907 inizia a utilizzare l’alluminio che è un metallo che nasce alla fine dell’800; tramite conoscenti sa che Pirelli ha bisogno di tubi in alluminio perfetti si presenta, fa un prototipo viene accettato e inizia a collaborare con Pirelli”.

Quando gli si chiede della sua azienda, a Baldassare Agnelli, che porta il nome del nonno, si illuminano gli occhi mentre parte per un viaggio nella memoria lungo il filo di questa storia di successo, dove le guerre e le crisi sono state occasioni di rilancio: “Prima guerra mondiale: la piccola azienda si ferma ma dopo si riprende e introduce l’alluminio nel casalingo. E lì la svolta è quella di aver portato l’alluminio nelle famiglie”.

Da quel momento in poi è stato un crescendo che ha portato oggi l’azienda a registrare numeri importanti: 20 milioni di fatturato, 1 milione e 200mila pentole all’anno vendute in oltre 50 Paesi, una copertura dell’80% del mercato professionale dell’allumino, praticamente monopolisti. Eppure a sentire Baldassare, le pentole sono sempre le stesse: “Noi siamo specializzati nella produzione di pentolame professionale, quindi non abbiamo avuto nessuna evoluzione: guardando i cataloghi di nonno Baldassare si vede che le raggiature le altezze, i diametri sono ancora uguali. Se un architetto me ne disegna una in un modo stranissimo dico no, è bellissima da vedere ma usala come soprammobile”.

Perchè in una pentola contano maneggevolezza, uniformità nella conduzione del calore, sicurezza. Certo l’evoluzione c’è stata, più nella sostanza, però, che nelle forme. La ricerca nei materiali e il sodalizio con l’alta ristorazione, infatti, hanno permesso alle pentole Agnelli di rinnovarsi di pari passo con la nostra cucina. E’ per questo che si è data anche un’altra missione per così dire culturale:

“Per ogni cottura ci vuole il suo strumento e il suo materiale. Per far capire alla gente questo messaggio abbiamo la Saps dove insegnamo a cuochi, gourmand e alle sciure Marie il giusto utilizzo nella ricetta del materiale”.

Questi 110 anni di storia sono stati costellati da record e riconoscimenti come Giubileo, il tegame da oltre un metro di diametro realizzato per cucinare pasti per i pellegrini in arrivo a Roma nell’Anno Santo. O la pentola in oro diventata oggetto del desiderio di chef e appassionati. Ma a 70 anni, Baldassare, ha ancora un sogno:

“Mettere una pentola d’alluminio nella casa di ogni italiano: E non le ho detto pentole Agnelli”.

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