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Domenica 25 Giugno 2017

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In Indonesia si rischia la vita per lo stagno degli smartphone

Un lavoro di estrazione pericoloso e non tutelato

Milano (askanews) – Questi uomini rischiano la vita ogni giorno per recuperare dal fondale dell’Oceano indiano lo stagno, elemento vitale per costruire smartphone e tablet. Un’attività illegale, svolta senza nessun rispetto per le misure di sicurezza, per cui guadagnano 14 euro al giorno.

“E’ un lavoro molto pericoloso e i rischi sono enormi, ma cosa volete che faccia? E’ la mia vita, il mio lavoro”, dice Paci che consuma le sue giornate in questa zona di estrazione, al largo delle isole indonesiane di Bangka e Belitung, arcipelago da cui proviene un terzo dello stagno di tutto il mondo. Secondo le associazioni sul campo che si occupano del problema, come “Il gruppo di lavoro sullo stagno”, in Indonesia ogni settimana muore un minatore.

Un costo umano altissimo a cui va aggiunto quello ambientale: questa attività ha effetti negativi sull’ecosistema in generale e sull’attività dei pescatori in particolare. Le Ong stanno cercando di mettere sotto pressione i giganti dell’elettronica come Apple, Samsung, Sony e Microsoft. Oltre a qualche impegno generico, sono partiti due progetti sperimentali per migliorare la sicurezza dei lavoratori e bonificare i terreni. Ancora troppo poco.

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