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Il cambiamento spaventa i giovani, ma è un valore necessario

Al Salone della CSR, indagine Doxa sui driver dell'Innovazione

Milano (askanews) -Il “cambiamento”: un privilegio che mette paura; ma anche un’opportunità, un valore, necessario per lo sviluppo e il benessere collettivo. Un’indagine Doxa – presentata al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, edizione 2016 – mette in evidenza che il concetto di “cambiamemento” viene percepito come “negativo” dalla maggioranza di quanti si trovano nel pieno di una fase di transizione della propria vita: gli under 35, appena entrati nel mondo del lavoro o che ancora non hanno trovato in esso una reale svolta per la propria vita.

Massimo Sumberesi, head di Doxa Marketing Advice:

“Sicuramente quello che emerso dall’indagine è che rispetto ad un campione che prevalentemente guarda al cambiamento con fiducia e curiosità, come avviene per circa la metà dei casi, la componente più timorosa rispetto a questi temi sono i più giovani. Per loro indubbiamente la fase di transizione che stanno vivendo e l’incertezza sul futuro, genera delle risposte più ambivalenti rispetto al concetto di cambiamento”.

Insieme al “cambiamento” la ricerca ha indagato sull’ atteggiamento degli italiani anche rispetto ad altri due concetti-valore: “coesione” e “competitività”. Sono stati così identificati tre cluster omogenei. Ci sono i disincantati, circa il 33 per cento con una massiccia prevalenza di giovani al di sotto dei 35 anni, per i quali il cambiamento è una necessità non sempre auspicabile; la coesione è una risorsa ma solo per chi non è ai margini della società; e la competitività è qualcosa che fa vincere ma anche perdere.

Gli idealisti pessimisti, poi, pesano per il 18%, e vedono il cambiamento come peggiorativo e spesso ammantato di retorica, la coesione come una forza per contrastare la competitività, che viene vista come strumento di disuguaglianza.

La maggioranza del campione, circa il 48 per cento, però, è composta di fiduciosi proattivi: ovvero quanti sono desiderosi di impegnarsi per cambiare, sentono che la coesione può mobilitare energie e risorse e considerano la competitività un mezzo comunque efficace.

“I più fiduciosi sono comunque soggetti che in qualche modo hanno già trovato una loro realizzazione, sia professionale sia personale. – prosegue il responsabile di Doxa Marketing Advice – E sono però soggetti senior: colletti bianchi, professionisti imprenditori. Soggetti che vogliono comunque impegnarsi per il futuro, per il cambiamento, ma partono da posizioni di privilegio”.

Se invitati però a reagire in modo immediato, con risposte secche dinanzi ai tre concetti, gli italiani complessivamente si dimostrano ottimisti: il cambiamento viene percepito come opportunità per il 92% del campione. Per quanto riguarda la coesione, nel 90 per cento dei casi gli italiani la identificano con l’impegno all’aiuto reciproco.

La competitività invece ha sempre due facce: aiuta lo sviluppo del mercato, per l’83% degli italini, ma al prezzo di una certa disuguaglianza, secondo il 43% dei casi. Ma, se esercitata correttamente è una risorsa per la crescita di tutti: il 77% del campione infatti lo individua come motore dello sviluppo economico.

La convivenza di tutti e tre questi valori, è emerso nel corso delle presentazione della ricerca, è indispensabile per una vera azione di resposabilità sociale e di innovazione.

“Per fare innovazione sociale – conclude Sumberesi – senza cambiamento non c’è innovazione, senza coesione l’innovazione non è sociale, ma senza competitività l’innovazione non è sostenibile”.

luca.ferraiuolo@askanews.it

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