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Giovedì 23 Novembre 2017

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Salone Csr, con welfare aziendale sostenibilità e innovazione

Da Generali Welfare index Pmi per stimolare nuova cultura imprese

Milano (askanews) – Welfare aziendale leva strategica per la crescita sostenibile delle aziende, dei territori e delle comunità ma anche del capitale umano, elemento fondamentale per l’innovazione.

Questi i temi che Generali Italia, presente per la prima volta al Salone della Csr e dell’Innovazione sociale promosso dalla Bocconi, ha posto alla base di un percorso che insieme a Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni ha visto la realizzazione dell’iniziativa Welfare Index Pmi. Di fatto si tratta del primo rapporto che fotografa e misura la qualità di questa cultura del welfare nel tessuto aziendale italiano.

Andrea Mencattini, Responsabile controllate assicurative e rapporti Istituzioni di Generali:

“Welfare Index Pmi è nato proprio per diffondere la cultura del welfare nelle piccole e medie imprese – ha detto – se noi pensiamo che in Italia un piano di previdenza complementare, una pensione aggiuntiva, un piano sanitario ce l’hanno un lavoratore su tre vediamo che il numero di lavoratori che non è coperto è molto ampio. Dove sono questi lavoratori? Tutti nelle piccole e medie imprese e sono le aziende che per motivi storici, organizzativi, hanno più difficoltà ad accedere a queste forme di integrazione sul tenore di vita”.

Obiettivo dunque promuovere e valorizzare il welfare aziendale nelle piccole e medie imprese italiane, stimolando un cambio culturale, peraltro in essere, che pone il welfare al centro della vita quotidiana di aziende, lavoratori e famiglie. Partendo dall’esperienza stessa di welfare che Generali Italia ha costruito al suo interno con risultati d’eccellenza. E’ quindi il welfare aziendale la risposta giusta per far crescere le aziende, anche in termini di business? Giovanni Luca Perin, responsabile risorse umane e organizzazione di Generali Italia:

“Assolutamente sì – ha spiegato – perché è dimostrato che dei dipendenti ingaggiati che vivono bene la vita aziendale riescono a trasferire questo benessere anche ai clienti e questo si traduce immediatamente in un ritorno economico, io di questo sono convintissimo”.

E se il welfare aziendale fa crescere l’impresa, ancora di più ha senso nel tessuto connettivo dell’imprenditorialità nazionale che ha fatto grande il made in Italy, le pmi, dove però solo 11% ha avviato attività strutturate di welfare per i propri dipendenti. Eppure basterebbe riscoprire e attualizzare, alla luce delle possibilità offerte dalle nuove normative in materia, la propensione naturale all’attenzione verso i lavoratori. Più famiglie allargate che semplici imprese, per un welfare dal sapore antico che le pmi italiane hanno sempre avuto nel proprio Dna, come conferma una delle best practice premiate dal welfare index, l’azienda agricola Fungar, nelle parole della sua titolare, Loredana Alberti:

“Direi che ce l’hanno veramente nel sangue – ha concluso Alberti- io rappresento un’azienda agricola e le aziende agricole l’hanno sempre avuta, c’è sempre stata questa forma di avere dei dipendenti, anche stranieri, che abitavano in casa propria, si mangiava insieme, lo si fa ancora oggi, ed i problemi personali emergono così come la volontà di risolverli”.

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