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Storie Di Vino, Casale del Giglio: parla l’enologo Tiefenthaler

Fare dei vini bianchi che hanno grande durata, questo l'obiettivo

Roma, 28 giu. (askanews) – Riuscire a fare dei bianchi che hanno grande durata, è questo l’obiettivo dell’enologo Paolo Tiefenthaler di Casale del Giglio, storica cantina alle porte di Anzio presente anche a Ponza. Ad Askanews ha ricordato le sue esperienze nell’azienda di Antonio Santarelli.

“Casale del Giglio – ha detto ad Askanews l’enologo e agronomo Paolo Tiefenthaler – nasce su un progetto di sperimentazione nell’agro pontino in un territorio in cui nessuno prima di noi aveva provato a vedere cosa si poteva coltivare in quella zona”, ha proseguito. “In quella zona si coltivavano essenzialmente tre tipi di vitigni: Merlot, Trebbiano e Sangiovese, a seconda della provenienza di chi, durante la bonifica, era arrivato in quel territorio: veneti, marchigiani od emiliani. Noi abbiamo fatto un progetto di ricerca che parte negli anni ottanta, ottantacinque per la precisione. Abbiamo messo a dimora 57 varietà, il nostro scopo era quello di trovare quale varietà si adattasse meglio a questa zona. A me non interessava il nome della varietà, ma io volevo trovare quella perfetta simbiosi tra varietà e territorio per creare un vino che fosse espressione di quel territorio”, ha proseguito Tiefenthaler.

“Oggi Casale del Giglio è riuscito a trovare un plafond di varietà abbastanza interessante per questo territorio. Oggi tra varietà rosse e varietà bianche noi ci stiamo concentrando non solo nella varietà nello specifico, ma soprattutto nella fertilità del terreno”, ha sottolineato ancora l’enologo.

“Noi abbiamo festeggiato il centenario della famiglia Santarelli nel 2014: uno dei miei obiettivi quale enologo e agronomo dell’azienda è quello di dire: chi mi ha lasciato questo terreno, sarò capace in futuro di lasciare io un terreno tanto fertile come quello che ho trovato? Quindi mi sono cencentrato sulla fertilità, sulla coltivazione di questa vigna, siamo passati a valorizzare dei vitigni autoctoni come il Bellona e la Biancolella sul nuovo progetto che stiamo portando avanti ad Anzio. Uno degli obiettivi sicuri che io mi sono prefissato è quello praticamente in una zona – ha detto ancora Tiefenthaler – va bene fare dei grandi vini, è importante trovare le varietà che si sono adattate, ma un territorio è vero quando si riesce ad avere dei vini che durano tanto, a lungo nel tempo. Quindi, di conseguanza il mio obiettivo per i bianchi è di riuscire a creare dei vini bianchi che hanno grande durata”.

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