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Mercoledì 1 Marzo 2017

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Starace (Enel): “Spaventare i dipendenti per cambiare”, polemiche

La strategia esposta in un incontro con studenti della Luiss

Roma, (askanews) – Come si fa a cambiare una grande azienda?

La domanda arriva a Francesco Starace, ad di Enel, nel corso di un incontro con gli studenti della Luiss. E la risposta del manager non tarda a suscitare polemiche:

“Per cambiare un’organizzazione ci sono alcune cose abbastanza semplici, e stranamente viene sempre creato un problema sul cambiamento. Innazitutto ci vuole un gruppo sufficiente di persone convinte. Non è necessaria la maggioranza, basta un manipolo di cambiatori. Poi vanno individuati i gangli di controllo dell’organizzazione che si vuole cambiare, e bisogna distruggere fisicamente questi centri di potere. Per farlo, ci vogliono i cambiatori che vanno infilati lì dentro, dando ad essi una visibilità sproporzionata rispetto al loro status aziendale e creando quindi malessere nel ganglio che si vuole distruggere. Appena questo malessere diventa sufficientemente manifesto, si colpiscono le persone che si oppongono al cambiamento. E questo va fatto nel modo più plateale e possibilmente manifesto possibile. In modo da ispirare paura o esempi positivi nel resto dell’organizzazione. Questo va fatto velocemente, con decisione e senza nessuna requie. E dopo pochi mesi l’organizzazione capisce, perché alla gente non piace soffrire. E quando capiscono che la strada è un’altra, tutto sommato si convincono miracolosamente e vanno tutti lì. Cioè, tutto sommato, è facile. (fare sentire applausi).”

Il pubblico applaude, ma qualcuno si interroga sull’uso della parola “paura”. E allora l’ad di Enel riformula la ricetta in modo più sintetico:

“Non paura, cioè: se il cambiamento siamo convinti, è giusto, poi tutto sommato il capo sono io, quindi si fa, dopodiché, la cosa succede”.

Ma la precisazione non ha convinto gli esponenti in Parlamento di Sinistra, Ecologia e Libertà: così il senatore Giovanni Barozzino, già operaio della Fiat a Melfi, ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, definendo Starace “un manager che suggerisce ai giovani l’uso di “squadracce” aziendali per distruggere chi si oppone alla sua visione aziendale e seminare paura nell’intera organizzazione di lavoro”. Un’altra interrogazione parlamentare è stata presentata dal deputato Giorgio Airaudo, sempre di Sel e già segretario della Fiom, in cui si afferma che la visione di Starace avrebbe “come conseguenza la messa in atto di

azioni di mobbing sul posto di lavoro”.

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