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Martedì 21 Novembre 2017

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“Fatti stuprare”: Carlo Taormina non si scusa con Diana De Marchi

Salta mediazione. Vittima: modi violenti, sessisti e razzisti

Milano (askanews) – Non rassegnarsi all’insulto di un uomo che ti aggredisce solo in quanto donna. E’ a questo che ha scelto di ribellarsi Diana De Marchi, candidata del centrosinistra per il consiglio comunale di Milano, aggredita verbalmente durante una trasmissione televisiva su un’emittente locale dall’avvocato Carlo Taormina: “durante la trasmissione è successo che l’avvocato Taormina partendo dal presupposto che tutti i musulmani sono violenti e terroristi mi ha risposto che mi devo far stuprare per capire cosa è l’integrazione anzi, peggio, mi ha detto ti devi fare ingravidare, mettere le corna a tuo marito così capirai cosa significa stare con un musulmano”.

Le parole dell’avvocato Taormina, pubblicamente denunciate dalla De Marchi, hanno generato un moto di indignazione tra le donne e gli uomini milanesi:

“Mi hanno detto devi andare avanti, questa cosa è inaccettabile, lui diventi il punto di riferimento della battaglia che non abbiamo ancora vinto sul rispetto delle donne e sulla possibilità delle donne di fare dibattiti politici senza essere aggredite in quanto donne perchè fatti stuprare a un uomo non l’avrebbe mai detto”.

Di lì la decisione di tentare la strada della mediazione civile, un modo per ottenere quantomeno le scuse e un risarcimento economico destinato a una associazione di donne maltrattate. Ma il tentativo si è rivelato infruttuoso:

“L’avvocato Taormina non si è presentato, dicendo che si era gia scusato ma io le scuse non le ho mai sentite, a questo punto non essendosi presentato a una mediazione civile per discutere e scusarsi ci sentiamo libere di andare avanti e di procedere legalmente”.

Al di là dell’azione legale che verrà intrapresa, resta un problema di tipo culturale. Ne è convinta Diana De Marchi: “Le leggi ci sono, le leggi non bastano, perchè ci sono ancora uomini che queste leggi non le rispettano ma si comportano in modo violento, sessista e razzista”.

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