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Lavoro, Boccia (Pd): renderemo strutturali incentivi assunzioni

"Richieste Confimi costruttive. Sensato il contratto unico"

Roma, 6 mag. (askanews) – Il contratto di lavoro unico “ha molto senso in questo momento” ma la sfida è rendere strutturali gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato entro il 2018 “e secondo me ci riusciremo”. Lo ha detto il presidente della Commissione bilancio della Camera, Francesco Boccia, intervenendo all’assemblea annuale di Confimi Industria dove ha ascoltato le richieste delle 28.000 imprese associate.

“Intanto sono richieste sensate, costruttive. Io penso che questo sia anche il modo nuovo di interloquire con un governo. Io penso che il contratto unico abbia molto senso in questo momento, che sia opportuno discuterne, potrebbe essere anche l evoluzione naturale delle riforme fin qui avvenute e penso che ci siano stati degli stimoli importanti. E’ evidente che tutto questo debba essere incasellato in una idea anche di politica di sviluppo che deve tenere consto di un industria moderna, nuova, penso a industria 4.0. Continuare a pensare a modelli contrattuali che sono figli di un mondo che non c è più e anche di produzioni che non ci sono più è veramente fuori luogo. E questo deve essere uno stimolo per tutti, per Confimi che rappresenta le imprese e anche per i sindacati e devo dire che qui ho sentito rappresentanti sindacali con una certa laicità , non chiusi su modelli di contrattazione passata”.

“La sfida che abbiamo di fronte nei prossimi anni – ha concluso Boccia – è rendere stabile la decontribuzione sul lavoro e secondo me ci riusciremo. Entro il 2018 sarà opportuno trasformare lo sconto fiscale di 8100 euro fatto l’anno scorso, nel 2015, in una misura strutturale. Se facciamo quello abbiamo portato il Paese ad un livello assolutamente fisiologico di costo del lavoro rispetto agli altri paesi europei. Poi però sotto non si può andare sul piano fiscale, e i lavoratori hanno bisogno di avere più risorse in busta paga, quindi la competizione deve avvenire su ricerca, innovazione, sulle tecnologie e lì l’Italia sconta un ritardo che va colmato”.

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