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Giovedì 30 Marzo 2017

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A Milano spazio per coworking ma anche cofabrication lab

Talent Garden porta TheFabLab nella sede di Milano Calabiana

Milano (askanews) – Spazio per coworking focalizzato sul digital e l’innovazione ma anche cofabrication lab, un laboratorio professionale con macchine per la realizzazione dei prodotti mediante macchinari all’avanguardia. A Milano è stato inaugurato il primo spazio in Italia che unisce digitale e digital fabrication per produrre nuove idee.

Il laboratorio, nato dalla collaborazione tra Talent Garden e TheFabLab si trova all’interno di TAGMilano Calabiana, uno dei più grandi campus di coworking d’Europa, come spiega Alessandro Rimassa di Tag.

“Talent Garden oggi è la più grande rete europea di coworking, ci sono persone, start up e grandi aziende che vengono a lavorare qua per contaminarsi, collaborare per riuscire a costruire business insieme. All’interno di Talent Garden abbiamo aperto anche la TagInnovationSchool, una scuola per formare gli studenti che il mercato oggi chiede, quindi le professioni del digitale e che aiuta le aziende nel processo di digitalizzazione e innovazione”.

Questa “piccola fabbrica”, con robot industriali, stampanti 3D a

resina e laser cutter di grandi dimensioni, punta tutto sulla digital fabrication.

“La digital fabrication è tutto quel meccanismo di prototipazione rapida, che unisce artigianato e industria 4.0, e permette la personalizzazione di ciò che si produce in maniera rapida attraverso macchine come le stampanti 3D, la fresa e il taglio laser, che ci permettono di avere oggetti customizzati sulle nostre esigenze e sui nostri bisogni e preferenze”.

La sfida di TheFabLab è connettere il mondo dell’innovazione digitale con quello della manifattura italiana, come racconta Massimo Temporelli, co-founder e presidente TheFabLab.

“Dobbiamo mostrare a tutti, ma soprattutto al tessuto industriale italiano, che il FabLab non è un passatempo per hacker o smanettoni, ma è uno strumento utilissimo per le aziende, per la prototipazione, per la produzione di piccole serie di oggetti e prodotti, ma soprattutto per sveltire quei processi di produzione industriale che spesso pesano sull’economia italiana”.

Il progetto punta così a unire hardware e software, creando innovazione ma anche business.

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