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Storie Di Vino: nell’Isola di Ponza i vini Casale del Giglio

Parla l'enologo che da 4 anni collabora con gli isolani

Roma, 20 apr. (askanews) – Ponza val bene una visita anche per degustare i suoi vini della Cantina Casale del Giglio, come racconta anche l’enologo Paolo Tiefentheler che con cura e passione si è dedicato ai vitigni nell’isola, cercando di non far disperdere la tradizione della coltivazione isolana che i ponzesi con cura e dedizione hanno tramandato negli anni.

“Nell’isola di Ponza Casale del Giglio da quattro anni si sta dedicando ad un progetto che nasce dalla volontà di voler riuscire a preservare un vitigno, già coltivato nell’isola, nato dalla collaborazione di alcuni isolani.

Io – come tutte le persone – si andava sull’isola per fare qualche giorno di vacanza, racconta l’enologo. E allora, mi dicevano: “A dotto’, mi può assaggiare il vino”? E’ praticamente nata un’amicizia. Uno degli obiettivi che è nato su questo progetto, è stato: “Voi mi date le vostre uve – quindi parliamo di uve che le persone di una certa età facevano per il loro fabbisogno quotidiano – e noi in cambio abbiamo deciso di collaborare con loro nella vinificazione, affittando una cantina, valorizzando queste uve, e vendendo il vino solo sull’isola, in modo che diventasse il vino di Ponzesi. Così loro si ritengono estremamente partecipi in un territorio”.

“Io faccio sempre un esempio – continua Tiefentheler – io vengo da una zona di montagna, la Valle di Celta. Se avessi chiesto a mio padre di vendere un metro di terra sarebbe stato impossibile, la stessa domanda non si poteva fare ai ponzesi. Però se avessi detto a mio padre, se noi lasciamo a distanza di tanto tempo quello che voi avete fatto 60-70 anni fa – perchè lì c’è un grande turismo, ma la coltivazione della vigna stava scemando – quindi portiamo avanti la vostra coltura, sarebbe stato di grande entusiasmo. Quindi è stato un cambio: Casale del Giglio che cerca di valorizzare questa vitigno, ma soprattutto cerca di mantenere sul territorio le persone che saranno poi dedite alla coltivazione del vitigno stesso”.

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