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Martedì 21 Novembre 2017

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Acciaio, prove di futuro per il polo siderurgico ternano

Ast al centro di un dibattito voluto dalla Camera di Commercio

Terni, (askanews) – Prove di futuro per il polo siderurgico ternano. In uno scenario mondiale sfavorevole, condizionato da sovraccapacità produttiva e concorrenza sleale cinese, e in presenza di alcuni fattori interni positivi, come i risultati di bilancio che finalmente si avviano verso l’equilibrio, la Acciai Speciali Terni, primo produttore di acciaio Inox in Italia, è stata al centro di un dibattito di alto livello sulle scelte strategiche da compiere non solo per lo sviluppo industriale e occupazionale della provincia ternana ma anche – come ha giustamente rimarcato Giuseppe Flamini, presidente della locale Camera di Commercio – per l’intero sistema Paese.

Al convegno hanno partecipato due vicepresidenti del Parlamento europeo, Antonio Tajani e David Sassoli, concordi nel ribadire la posizione dell’Italia, secondo la quale un’eventuale concessione alla Cina, da parte dell’Europa, dello status di economia di mercato metterebbe in serio pericolo la produzione siderurgica del Vecchio Continente.

E dopo le risolte vicissitudini sulla proprietà del polo siderurgico ternano in molti hanno chiesto a Tullio Camiglieri – responsabile relazioni istituzionali ThissenKrupp – se la gestione tedesca intenda continuare a investire sulla controllata Ast.

“Assolutamente si – ha risposto Camiglieri -, non solo crede nello stabilimento di Terni, crede in questo rapporto importante che ha caratterizzato la storia e la vita di questa città, ma stiamo anche guardando oltre”.

Il riferimento è ad alcune ipotesi di miglioramento dei processi produttivi che limiterebbero gli impatti ambientali.

Insomma, a fine giornata le preoccupazioni sembrano lasciare il posto alla speranza, come ha confermato Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni.

“C’è ottimismo per due ragioni: la prima, appunto è che la proprietà intende conservare l’impianto di Terni per un lungo periodo e quindi questo permette naturalmente di avere un orizzonte temporale imprtante e l’altro è che il programma concordato nell’accordo che c’è stato a dicembre 2014 presso il Mise si sta attuando con tempi abbastanza rapidi ,che permettono forse di vedere un orizzonte anticipato rispetto ai 4 anni di vigenza e quindi sono fattopri naturalmente ottimistici di fronte a un quadro complessivo però del mercato europeo e internazionale dell’acciaio che mostra criticità importanti”.

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