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Ambiente: Raee, raccolta dei rifiuti elettronici a +8% nel 2015

Presentato l'ottavo rapporto del Centro di Coordinamento Raee

Milano (askanews) – Per il secondo anno consecutivo si registra in Italia un incremento nella raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche e elettroniche. Dai dati dell’ottavo rapporto del Centro di Coordinamento Raee presentato a Milano risulta infatti che nel corso del 2015 sono stati raccolti rifiuti di questo tipo per oltre 249 milioni e 253 mila chili, per un incremento di circa l’8 per cento sul 2014.

Si tratta di un risultato importante che consente all’Italia di centrare l’obiettivo, di almeno 4 chili di rifiuti per abitante, fissato dall’Unione Europea. Ma molto resta ancora da fare.

Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento Raee: “C’è stato un incremento maggiore della raccolta dell’anno precedente, questo ci avvicina sicuramente al trend di raccolta che dovremmo avere negli anni a venire. Siamo però ancora distanti dall’obiettivo che la Comunità europea ha posto per le sua nazioni. Per il 2016 dovremmo raccogliere quasi centomila tonnellate in più”.

L’obiettivo indicato dall’Unione Europea parla di una raccolta di rifiuti pari al 45 per cento del nuovo immesso sul mercato per il 2016, e di ben il 65 per cento nel 2019. Una strada lunga ancora da percorrere. Ma quale anello della catena, che va dal quadro normativo ai Comuni fino ai consumatori, si deve oggi rafforzare in vista degli obiettivi da raggiungere? “Sicuramente il consumatore finale. E’ il soggetto che è stato in questo momento meno informato rispetto i suoi diritti, e anche i suoi doveri, di fare una raccolta differenziata per questa tipologia di rifiuti. Andrebbe aumentata la comunicazione e questo compito spetta ai Comuni e alle società che gestiscono i rifiuti, ma non è ancora avvenuto nella maniera corretta, in modo da avere un risultato positivo”.

Per sensibilizzare ulteriormente il consumatore sono previsti investimenti in comunicazione per circa un milione di euro nei prossimi due anni. Ma anche il quadro normativo sta per essere completato con un importante documento, come spiega Fabrizio D’Amico presidente del Centro di coordinamenteo Raee: “Il decreto sul trattamento serve fondamentalmente ad avere un trattamento di qualità dei rifiuti da apperecchiature elettriche ed elettroniche. Ed è ciò che il Paese ancora non ha. Se noi abbiamo degli impianti di trattamento che obbediscono a certi requisiti che sono condivisi con i consorzi e con le autorità di controllo nel momento in cui smantellano i raee, riusciamo a fare anche un passo consistente verso l’economia cosiddetta circolare”.

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