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Mattarella visita Ground Zero e poi il museo Guggenheim

Il Presidente alla comunità italiana: today I'm a New Yorker

Milano, 11 feb. (askanews) – New York (askanews) – “Today I’m a New Yorker”. Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha

voluto salutare la numerosa comunità italiana riunita al museo Guggenheim di New York, per il ricevimento organizzato dalla conferenza dei presidenti delle maggiori organizzazioni italo-americane, tra cui la National Italian American Foundation (Niaf).

Un intervento molto sentito, ricco di rimandi alla storia degli italiani negli Stati Uniti. Al fianco del Presidente la console generale di New York, Natalia Quintavalle, insieme al governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo.

Il politico italo-americano ha fatto gli onori di casa ricordandola storia di suo padre, Mario Cuomo, l’amato governatoreitalo-americano, e del legame che unisce i due popoli: “Siamo orgogliosi di essere americani e allo stesso tempo fieri di mantenere vive le tradizioni italiane”, ha detto Cuomo ricordando come nell’area vivano 3 milioni di americani che hanno origini italiane.

Cuomo ha accolto il presidente al posto del sindaco della Grande mela, Bill del Blasio, anch’egli italo-americano che Mattarella potrebbe incontrare venerdì. Il Presidente ha detto di

sentirsi “a casa” e di essere felice per l’accoglienza calorosa.

“New York è una antologia del mondo”.

Mattarella ha visitato anche Ellis Island, la porta di ingresso all’America che negli anni vide transitare oltre 4 milioni di italiani. Un simbolo molto forte di accoglienza e di solidarietà, ma anche molto attuale, vista la crisi dei migranti del Mediterraneo. Gli italiani arrivavano “carichi di speranze e difficoltà, ma anche di fiducia nei confronti della terra che li avrebbe accolti”, ha detto Mattarella che prima dell’incontro del Guggenheim ha visitato Ground Zero per rendere omaggio agli oltre 3.000 morti dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

In serata il trasferimento a Houston per l’ultima tappa del

viaggio negli Stati Uniti. Ma dal Guggenheim oltre a voler ringraziare la forza con la quale gli italiani hanno contribuito

al miglioramento di questo Paese, ha anche ricordato l’importanza delle donne: “La loro impronta è stata, ed è, fondamentale”.

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