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Dal Social eating alla Special Dinner, a cena in case da favola

Tra le ultime proposte di Gnammo che diventa "Food Hub"

Roma, (askanews) – Oltre 170.000 utenti e 9.000 eventi creati in 1.600 città: sono i numeri di Gnammo, il portale italiano di social eating dedicato alla ristorazione alternativa che permette di organizzare o partecipare a eventi culinari in casa, condividendo i posti a tavola con gli altri membri della community.

Ora Gnammo si evolve e diventa “Food Hub”, cioè il “luogo” di tutte le esperienze social legate alla tavola, ed alla formula classica del social eating aggiunge due nuovi format: social restaurant, esempio unico di mix tra social eating e ristorazione, e soprattutto Special Dinner, dedicato in particolar modo a turisti e viaggiatori. Un “home food” che permette di scoprire luoghi autentici e ricchi di fascino che normalmente non sono accessibili al pubblico.

Un esempio, una meravigliosa torre medievale a pochi passi da Piazza Navona a Roma, dove ad accogliere i turisti a cena c’è l’host, il padrone della casa, in questo caso Ruggero Donati, architetto impegnato attivamente nel turismo, che coinvolge ai fornelli Maria Federico, bravissima cuoca e amica siciliana. Ma cosa significa essere Host?

“Aprire la propria casa agli altri, incontrare persone. Mi occupo di turismo, viene naturale farlo, ospitare persone a cena è anche un modo per stringere amicizie e avere un legame molto intimo con una persona”.

Essere Host, oltre alla bellezza della propria residenza offerta per una cena insolita quanto unica, significa comunque essere un padrone di casa decisamente sopra la media. Tutto lì il successo della formula Special Dinner, come conferma Daniela Nurzia, manager special dinner di Gnammo:

“Gli Host hanno la caratteristica di essere persone curiose, disposti ad intrattenere gli ospiti a cena nella propria casa anche con l’uso di una lingua straniera, come l’inglese”.

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