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Martedì 27 Giugno 2017

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Eni, Camusso: cessione chimica è danno per Paese, governo latita

Leader Cgil: "Problema non sono accordi, ma le cose concrete"

Palermo, 21 gen. (askanews) – “Abbiamo detto in tutte le lingue possibili che il piano di Eni di cessione della chimica è un danno per il Paese, oltre che una straordinaria preoccupazione per i lavoratori e per gli impianti che ci sono. E’ un danno il far venire meno una grande infrastruttura che permette di tenere

una produzione industriale di qualità”. Lo ha detto la leader della Cgil Susanna Camusso, a margine della presentazione a Palermo della “Carta dei diritti del lavoro”, a proposito della possibilità che Eni ceda il 70% delle quote della società chimica Versalis.

“Avrebbe anche un effetto il disimpegno di una nostra grande azienda partecipata pubblicamente per altri che nel settore investono e convivono insieme a Versalis. Per questo continua la mobilitazione. Continua la nostra idea che bisogna valorizzare sia la produzione chimica di base sia continuare il processo di

trasformazione e raffinazione verde. Latitante è ancora una volta il governo”.

“Quello che sconcerta – ha aggiunto la leader di Cgil – è che

tutti dicono che stanno facendo ciò che devono. Il risultato però

è che gli investimenti non vanno avanti, parte dei lavoratori

sono in trasferta in giro per il mondo, e altri sono abbandonati

perchè quegli impegni che c’erano, di far partire i cantieri e

coinvolgere l’indotto, non si stanno verificano. Il problema non

è l’accordo, che andava bene, il problema è se poi seguono

concretamente le cose. Le scelte di Eni ci fa pensare che non

voglia mantenere il piano degli investimenti”.

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