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Martedì 28 Marzo 2017

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Ilva, Braga: con Dl opportunità di riconversione sostenibile

La responsabile ambiente Pd: "Produzione di acciaio è strategica"

Roma, (askanews) – Negli studi di askanews con l’onorevole Chiara Braga, responsabile ambiente del Partito democratico, per fare il punto sull’iter parlamentare del decreto Ilva.

“Con questo ennesimo decreto il governo ha cercato di affrontare il nodo della gestione del complesso industriale dell’Ilva prevedendo una procedura di accelerazione della cessione del complesso stesso mediante vendita o affitto – dice Braga -. E’ partito il periodo di manifestazione di interesse che si concluderà tra un mese. L’aspetto del risanamento ambientale da tenere insieme al rilancio industriale è l’elemento fondativo di questo decreto. Il fatto che tra i criteri di assegnazione all’acquirente o affittuario ci sia proprio quello della tempestività e l’urgenza dell’attuazione anche delle misure ambientali è la migliore risposta alle preoccupazioni che abbiamo sentito in questi giorni”.

Si è parlato dell’interesse di una cordata italiana.

“L’invito alla manifestazione d’interesse è a livello internazionale, ci sono già diverse manifestazioni e il tema del rilancio industriale dell’Ilva intercetta anche la prospettiva di continuità produttiva dell’acciaio nel nostro paese. Si tratta di un settore strategico, che può intercettare linee d’innovazione e sviluppo tecnologico in chiave di sostenibilità, dando prima attuazione agli impegni di decarbonizzazione presi alla recente COP21”.

Dubbi sono stati espressi in merito alla vendita da parte dello Stato di un bene ancora di proprietà di privati, guardando anche ai rischi per l’occupazione:

“Si tiene conto di queste due possibilità parlando di vendita o di subentro mediante affitto. Vanno ricordati poi i 300 milioni di euro stanziati per il risanamento ambientale che dovranno essere restituiti, con tutte le verifiche effettuate per non dover incorrere in una procedura di infrazione europea. C’è poi una forte attenzione del governo verso l’indotto con un meccanismo di accesso, soprattutto per le pmi che hanno maturato crediti nei confronti di Ilva sul fronte del risanamento ambientale, ancora la costituzione di un fondo di 35 milioni di euro proprio per andare incontro alla tenuta dell’indotto importante che l’Ilva ha nel nostro paese. Ultimo aspetto gli 800 milioni stanziati esplicitamente sul tema del risanamento ambientale, con l’introduzione della relazione semestrale, per 5 anni, che l’aggiudicatario dovrà presentare al parlamento sia sullo stato di attuazione del piano industriale sia sul risanamento ambientale”.

Un’ultima domanda, ma l’acciaio resta davvero un asset strategico del paese?

“L’Italia ha tutta l’esigenza e la necessità di mantenere un ruolo di primo piano nella produzione dell’acciaio e giocare fino in fondo la possibilità che con questo decreto si aprono, perchè non ci sia un regalo gratuito ai nostri concorrenti che probabilmente vorrebbero vederci arretrare in questo nostro ruolo importante. Il governo con questo decreto credo che abbia posto le basi perchè questa partita si possa giocare bene e si possano cogliere le opportunità di innovazione tecnologica e industriale che ci sono, con l’Ilva che può diventare da problema ambientale opportunità di riconversione industriale in chiave di sostenibilità per il paese”.

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