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Martedì 27 Giugno 2017

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Una fabbrica clandestina di giubbotti di salvataggio a Smirne

Chiusa dalla polizia, non rispondevano a norme di sicurezza

Smirne, 7 gen. (askanews) – La polizia turca ha smantellato nella città di Smirne una fabbrica clandestina di giubbotti di salvataggio a buon mercato. Si tratta di oggetti che finiscono nelle mani dei migranti che tentano la sorte cercando di raggiungere le isole greche anche in questi giorni di mare mosso e temperature gelide. Solo nella giornata di martedì, 36 persone sarebbero morte in mare. Mentre la guardia costiera turca recupera i corpi sulle spiagge della regione di Balikesir, di fronte all’isola greca di Lesbo, le forze dell’ordine hanno perquisito questa fabbrica clandestina dove hanno sequestrato oltre 1.200 giubbotti arancioni, a quanto riferisce l’agenzia di stampa Dogan.

Secondo le autorità turche, i giubbotti non rispondono alle norme di sicurezza e non permettono a chi li usa di mantenere la testa fuori dall’acqua.

La fabbrica, in pieno centro di Smirne, terza città della Turchia, impiegava quattro persone, fra cui due giovani rifugiate siriane, a quanto riferiscono le autorità.

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