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Martedì 28 Marzo 2017

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“Diamo i soldi della Bce non alle banche ma ai cittadini”

La tesi di Ciarrocca nel libro "Rimetti a noi i nostri debiti"

Roma, (askanews) – La Banca centrale europea dovrebbe distribuire i soldi del “Quantitative easing” non più alle banche ma direttamente ai cittadini per stimolare i consumi e la ripresa: lo sostiene il giornalista e scrittore economico Luca Ciarrocca, che ha lavorato a lungo negli Stati Uniti ed è fondatore del sito informativo Italia.co, nel suo nuovo libro “Rimetti a noi i nostri debiti” (Guerini editore) che contiene anche un’intervista al premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz. “I soldi che la Bce sta dando alle banche al ritmo di 60 miliardi al mese – dice Ciarrocca in questa videointervista ad askanews- teoricamente potrebbero andare ai cittadini. Ciascuno dei 506 milioni di cittadini europei potrebbe ricevere 175 euro per 19 mesi. Rispetto a darli alle banche il vantaggio principale, secondo vari studi, è che questi soldi andrebbero direttamente all’economia reale, un meccanismo virtuoso per rimettere in moto la ripresa. Anche uno studio del Council of Foreign relation americano sostiene che invece che dare i soldi alle banche, alcune delle quali potrebbero anche fallire, sarebbe più utile per la ripresa finanziare direttamente i cittadini. Il fallimento della Lehman Brothers ha avuto un effetto negativo sulla crisi perchè è stato un evento improvviso e inaspettato, un cosiddetto ‘cigno nero’, mentre eventuali situazioni di crisi delle banche potrebbero essere preparati e gestiti senza effetti caotici sul mercato. Il provvedimento degli 80 euro – prosegue Ciarrocca – è stato un provvedimento positivo: è una giusta misura e se fosse allargato a tutti i contribuenti avrebbe un effetto ancor più virtuoso sulla crescita. Dovrebbe avere un valore totale di 30-31 miliardi, contro i 10-11 miliardi degli 80 euro, e potrebbe generare una crescita del 2-2,5% l’anno”. Sull’altra tesi del libro, cioè la proposta di cancellare i debiti degli Stati, Ciarrocca prosegue:”Il concetto della cancellazione del debito, che si ricollega alla tradizione religiosa del giubileo, avrebbe un effetto positivo perchè i creditori non avrebbero il nocumento che si associa comunemente alla cancellazione del debito: io ho prestato a una mia amica 5 mila dollari che non mi sono stati restituiti: io non ne ho risentito molto, mentre per lei è stato un grande sollievo. Così dovrebbe essere anche nei rapporti tra gli Stati”.

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