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Svalutazione record dello yuan in Cina serve a rilanciare export

Analista finanzario di Hong Kong: toccherà anche ad altri

Roma, (askanews) – Martedì la Cina ha svalutato a sorpesa lo yuan di quasi il 2% contro il dollaro. La Banca centrale cinese, la People’s Bank of China, mercoledì ha ridotto ulteriormente dell’1,62% il valore di riferimento della valuta cinese, affermando che si tratta di un aggiustamento “una tantum” per riformare il sistema dei tassi di cambio.

L’opinione dell’analista finanziario di Hong Kong Francis Lun.

“Il tasso di cambio dello yuan ha reso le esportazioni cinesi non competitive. E’ questo il motivo per cui la Cina ha deciso di svalutare la valuta”, spiega.

La conseguenza di questa inaspettata svalutazione è stata la chiusura in calo per le principali Borse europee, ad eccezione della Grecia, e un “certo panico” sui mercati globali, con perdite importanti per le valute asiatiche, e una chiusura a meno 4,18 per il petrolio a New York.

“Se la Cina svaluta lo yuan – spiega ancora – penso che gli altri paesi dovranno svalutare le loro valute per restare competitivi. Forse vedremo lo yen giapponese scendere a 130 (yen per un dollaro)”.

Secondo molti la mossa a sorpresa della Banca centrale cinese punta a rilanciare l’economia del Paese. “I dati macroeconomici non sono per niente buoni – conclude l’esperto – Mostrano che l’economia cinese sta rallentando, in particolare l’export. La speranza è che la svalutazione scuota o incoraggi le esportazioni”.

(immagini Afp)

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