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Una pesca è come un buon vino: parola di sommelier della frutta

Come distinguere prodotti d qualità con l'analisi sensoriale

Milano (askanews) – Degustare una pesca come fosse un bicchiere di vino, distinguere un “cru” da una varietà di massa, riconoscere in modo infallibile un cocomero dolce da uno insipido. Per tutto questo c’è il sommelier della frutta, assaggiatore esperto che mangia e parla di frutta come un sommelier degusta e racconta un bicchiere di rosso. Cesare Gallesio, di Coldiretti Cuneo, è il segretario di ONAFrut, la prima organizzazione nazionale di assaggiatori che punta ad avvicinare i consumatori, con corsi ad hoc, al mondo dell’ortofrutta attraverso l’analisi sensoriale. “Il nostro scopo è promuovere l’ortofrutta naturalmente italiana e di qualità e poi cercare di aiutare i consumatori a riconscere la frutta e la verdura nel momento migliore, nel rispetto della stagionalità che poi è sinonimo di freschezza e qualità”.

Per riconoscere un frutto di qualità, appunto, bisogna coinvolgere tutti i sensi, non solo il gusto. Come ci ha spiegato Gallesio parlando per esempio di pesche tradizionali e pesche nettarine in occasione della giornata della frutta e della verdura all’Expo.

“Per tutte e due sicuramente il modo di riconoscere un frutto maturo è sentire il profumo tipico della fresca e poi cercare il colore giallo nel sottocolore della pesca che attesta un frutto maturo pronto per la consumazione”

Ma la degustazione non riguarda solo la frutta.

“Per noi è stato molto sfizioso avvicinarci alla verdura, interessantissimo perchè si può capire che c’è un sedano più buono e uno meno buono, uno che può essere gradito di più e uno di meno”.

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