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No ai bimbi in carcere, Orlando: a Roma casa famiglia protetta

Manconi: si tratta di applicare leggi già vigenti

Roma, (askanews) – Salvare i bambini dal carcere. Nei prossimi mesi aprirà a Roma la prima casa famiglia protetta per detenute madri. Lo ha anticipato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a Rebibbia insieme al presidente della Commissione diritti umani del Senato, Luigi Manconi. Si tratta ha spiegato Orlando di garantire ai bambini sia il diritto di non vivere dietro le sbarre, sia quello di crescere con il genitore.

“Credo che il superamento di questa vergogna è un imperativo che dobbiamo realizzare nel più breve tempo possibile: io l’ho detto, entro la fine dell’anno non dobbiamo più avere bambini dietro le sbarre. Vorrei ricordare che si tratta di bambini che non hanno nessuna responsabilità se non quella di essere nati da genitori condannati alla detenzione”.

Nel sistema penitenziario, ha ricordato Orlando, sono recluse circa 2.200 detenute, tra cui 33 madri con 34 bambini. Di questi bimbi, 15 vivono con le mamme negli Icam (istituti di detenzione attenuata per le madri, quindi non proprio case famiglia) e gli altri 19 sono addirittura in carcere (9 solo in quello romano di Rebibbia). Una situazione già fuori dalla legalità, ricorda Manconi: “Si deve ricorrere a ciò che la legge già prevede: nel 2011 è stata approvata una legge che stabilisce l’esistenza in Italia di case famiglia protette e non ne è stata realizzata nemmeno una. Questo è uno scandalo intollerabile”.

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