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Giovedì 23 Novembre 2017

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Fincantieri, Fiom: presentato ricorso per condotta antisindacale

Landini: 7 lavoratori trasferiti per aver partecipato a scioperi

Bologna (askanews) – Ha ordinato il trasferimento di sette lavoratori perché iscritti alla Fiom o per aver partecipato a manifestazioni di protesta organizzate dal sindacato dei metalmeccanici. Per questo il segretario generale, Maurizio Landini, ha presentato al tribunale di Trieste un ricorso contro Fincantieri spa per “condotta antisindacale”.

Sette lavoratori sono stati trasferiti proprio all’indomani dell’ennesimo sciopero sugli straordinari in Fincantieri. E’ questo uno dei motivi che ha insospettito la Fiom che ha presentato questa mattina il ricorso presso il tribunale di Trieste. A spiegare i dettagli del ricorso è stato il segretario Landini nel corso di una conferenza stampa a Bologna: “Vogliamo ostacolare questo processo da parte di Fincantieri che sta mettendo in discussione l’attività sindacale”.

Due dei sette sono stati trasferiti dallo stabilimento di Marghera a quello di Ancona; uno da Genova a Trieste; uno dallo stabilimento di Riva Trigoso ad Ancona; uno dallo stabilimento di Riva Trigoso a Monfalcone; uno dallo stabilimento di Muggiano a quello di Ancona; uno da Muggiano a Monfalcone. Sei delle sette persone trasferite sono iscritti alla Fiom e alcuni ricoprono anche incarichi di delegati sul territorio; un quadro, invece, pur non essendo iscritto, a partecipato a scioperi negli ultimi mesi in un cantiere dell’azienda.

Per il segretario Maurizio Landini siamo in presenza di un vero “atto di discriminazione, un attacco al diritto di sciopero e libertà sindacali” che tra l’altro coinvolge la Fiom ma anche semplici lavoratori che hanno partecipato liberamente a uno sciopero “che ha aperto una vertenza importante per fare in modo che Fincantieri continui a lavorare nel nostro paese, aumenti l’occupazione e qualifichi le attività”. L’azienda “anziché ricercare un’intesa” ha dato il via “alla disdetta degli accordi sindacali per non pagare premi e a minacciare: questo è un atto di minaccia nei confronti di persone che vengono dalla sera alla mattina trasferiti senza una ragione organizzativa e tecnica degna di questo nome”.

In conferenza stampa il leader delle tute blu ha ricordato che Fincantieri è pubblica, controllata al 30% dal Tesoro, una delle più grandi del nostro paese, che dà da lavorare direttamente e indirettamente in Italia a più di 30 mila persone e ha un portafoglio d’ordini pieno che può lavorare ben oltre il 2020.

Oggi i vertici di Fincantieri, con improvvisi trasferimenti di lavoratori minaccia: “o si accettano le condizioni che vuole, peggiorando gli orari, riducendo i salari e pagando meno i nuovi assunti, o si portano queste produzioni via dall’Italia”. Questo è inaccettabile per Fiom: “dopo aver fatto una decina di incontri è il momento di cambiare il registro e di ripristinare le condizioni perché noi più dell’azienda vogliamo che si faccia un accordo e che si continui a produrre in Italia sempre meglio”.

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