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Borgofuturo 2015, come “rallentare” tra Slow Food e Decrescita

Il filosofo Latouche: il Papa ha sdoganato la parola proibita

Roma (askanews) – Tutta l’Europa, inquieta, si interroga, dalla Banca centrale fino al bar sotto casa, sugli effetti del no referendario greco alle proposte dell’Eurogruppo. Tutta? No!

Come nell’intramontabile incipit di un classico dei fumetti d’oltralpe, Asterix, nel borghetto più sostenibile d’Italia, il marchigiano Ripe San Ginesio, per gli ospiti e i partecipanti alla quarta edizione del festival della sostenibilità di Borgofuturo l’epopea contabile della Grecia contemporanea è lontana dal dibattito quanto per i romani padroni di tutta la Gallia lo era quel piccolo villaggio in Armorica. Oppure quanto lo era Itaca per Ulisse nel suo viaggio omerico.

A Borgofuturo, per le viuzze incontaminate e i paesaggi bucolici di Ripe, il modello di sostenibilità vincente passa ormai per tutti attraverso il fermarsi, l’essere Slow e non solo Slow Food. Decrescere insomma, economicamente parlando. Con il conforto di un testimonial inatteso della teoria della decrescita, Papa Bergoglio, attraverso il poderoso strumento della sua enciclica “Laudato Sì”. Lo evidenzia lo stesso padre della Decrescita, il filosofo ed economista francese Serge Latouche.

“Fortunatamente siamo stati aiutati in un modo che non avevamo previsto dal Papa. Non solo ha utilizzato, non nel senso del progetto della decrescita, questa parola proibita ma ha anche dato un’analisi forte, dicendo che dobbiamo cambiare di paradigma, ma quale paradigma? Quello dell’economia”, dice Latouche.

In ogni caso la parola d’ordine a Borgofuturo è rallentare, per riflettere in primis sullo stato del nostro Pianeta. Expo è a Milano ma Slow Food Youth Network lancia proprio da Ripe San Ginesio il Terra Madre Giovani, che porterà a Milano ad ottobre 2000 giovani piccoli agricoltori e pescatori da tutto il mondo, in marcia sul decumano con le tesi scritte in quei giorni per un nuovo manifesto del vivere, produrre e mangiare sostenibile. Altra tesi a confronto a Borgofuturo, la mobilità del futuro, tra car sharing, car pooling, vetture ibride ed elettriche. Ma il leit motiv resta sempre quello: superare, e far superare, il feticcio del Prodotto Interno Lordo. Insomma, come dice il documentario su storie e messaggi di italiani che hanno scelto di vivere in decrescita di consumi, saremmo tutti un po’ presi per il…Pil. L’autore, il giornalista ambientale Andrea Bertaglio, spiega perché:

“Siamo decisamente presi per il Pil perché siamo in un contesto in cui ci viene fatto credere che se non consumiamo non viviamo bene, se il prodotto interno lordo non cresce, non cresce la qualità della nostra vita. Non è così, perché se acquistiamo farmaci o psicofarmaci, o installiamo sistemi d’allarme questo è indice di un malessere e invece l’economia sta crescendo. Dobbiamo quindi rivedere un po’ i paradigmi sui cui si basa la nostra società”, afferma Bertaglio.

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