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Martedì 28 Marzo 2017

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Skoet (Fao): non più cibo ma meno povertà per vincere la fame

L'economista Fao interviene al Forum Greenaccord all'Aquila

L’Aquila (askanews) – Per vincere la fame nel mondo non è necessario produrre più alimenti, ma bisogna combattere la povertà e mettere in condizione i più poveri del pianeta di accedere realmente al cibo. E’ quanto sottolinea Jackob Skoet, economista del dipartimento di sviluppo economico e sociale della Fao: “Molto spesso la quantità di cibo non è l’unico problema. Il problema fondamentale è quello dell’accesso all’alimentazione: possiamo produrre tutto quello che volgiamo ma se la gente è troppo povera per poter comprare il cibo non si vai poi molto lontano. Bisogna lavorare molto sulla povertà e aumentare i redditi delle fasce più povere della popolazione e che sono quelle che soffrono la fame di più. Ci vuole una crescita economica più inclusiva che tocchi le fasce più deboli della popolazione. Questo in combinazione con sistemi di protezione sociali che sono stati molto efficaci nel ridurre drasticamente l’incidenza della fame”.

Skoet è intervenuto all’XI Forum dell’informazione cattolica per la custodia del creato organizzato da Greeaccord a L’Aquila. Per l’economista per aiutare le popolazioni più povere a uscire dalla povertà, e quindi a sconfiggere la fame, bisogna però anche superare la falsa efficienza del libero mercato abbandonato a se stesso. “Generalmente tendiamo a dire che l’apertura dei mercati è un fatto positivo che contribuisce alla crescita. Comunque nell’introdurre le liberalizzazioni economiche i Paesi devono fare molta attenzione soprattutto nelle fasi transitorie. Sono misure che posso avere degli impatti forti sui mercati internazionali”.

A rafforzare la convinzione di superare prima di tutto la povertà per vincere la fame, c’è anche una riflessione sui reali risultati perseguiti dagli “Obiettivi del Millennio” dell’Onu: se è vero che la percentuale delle persone che soffrono la fame nei paesi in via di sviluppo è stata dimezzata, molto resta ancora da fare. “La situazione rimane drammatica, nel mondo una persona su 11 soffre la fame nel senso che non ha accesso ad una cibo sufficiente per una vita attiva e sana”.

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