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Crisi, Unicredit: gli investitori esteri ora puntano sull’Italia

A Stati Uniti, Asia e Paesi arabi interessa il "Made in Italy"

Milano (askanews) – C’è un forte ritorno d’interesse da parte degli investitori internazionali per l’Italia. Lo testimoniano i numeri dell’edizione 2015 dell’Italian Investment Conference, organizzata da Unicredit e Kepler Cheuvreux, alla quale hanno

preso parte oltre 160 investitori internazionali e 50 società italiane quotate alla Borsa di Milano. Le ragioni le ha spiegate ad askanews Gianni Franco Papa, responsabile della divisione Corporate e Investment banking di Unicredit.

“Abbiamo ragioni endogene ed esogene – ha detto – endogene: sicuramente l’attività del governo che ha portato a una serie di riforme molto apprezzate dagli investitori. Esogene: abbiamo la svalutazione dell’euro che favorisce le esportazioni, i tassi d’interesse che sono ai minimi storici e la ripresa dell’economia italiana”.

Secondo i dati raccolti da Unicredit, cresce il focus sul mercato e sulle aziende italiani con il fashion, il food, l’arredamento, la biochimica e la farmaceutica che restano tra i settori di mercato che suscitano l’interesse maggiore negli investitori stranieri che puntano molto sulle aziende italiane di medie dimensioni, alle quali viene riconosciuta grande capacità di innovare e alta propensione all’export.

Marco Valli, capo economista di Unicredit per l’Eurozona.

“Possiamo dire – ha spiegato – che l’export è stata la componente del Pil che ha retto meglio negli anni della crisi. Parliamo di aumenti cumulati di circa il 25% negli ultimi 5 anni in un periodo in cui il Pil da solo si è contratto. Poi tra le principali conclusioni annoveriamo il fatto che l’Italia è sfavorita dal punto di vista geografico perché esportiamo principalmente verso i Paesi che hanno una crescita inferiore a quella globale, invece la specializzazione settoriale è quella giusta, cioé c’è domanda per i prodotti che l’Italia produce”.

I soggetti interessati all’Italia sono fondi sovrani, private equity, ma anche aziende che vogliono espandere le proprie attività in Europa. E tutto questo porta a stime più che favorevoli sulla crescita del Pil. “Per quest’anno – ha concluso Valli – prevediamo un +0,6% ma dopo i dati del primo trimestre leggermente al di sopra delle attese i rischi di questa stima sembrano essere orientati al rialzo. Poi per l’anno prossimo prevediamo un +1,2% ma anche qui i rischi potrebbero essere orientati al rialzo”.

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