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Il Refettorio Ambrosiano di Bottura: mensa stellata per i poveri

A Milano i migliori chef del mondo cucinano gli avanzi di Expo

Le briciole di pane possono diventare oro. Anche per i più bisognosi. E’ in queste parole di Massimo Bottura il senso del Refettorio Ambrosiano, una mensa riservata a una novantina di persone scelte dalla Caritas Ambrosiana tra gli emarginati, i più poveri. Dietro i fornelli chef di fama mondiale, come lo stesso Bottura, ideatore del progetto insieme al regista Davide Rampello. In cucina niente materie prime ricercate, si prepara con “quel che c’è”: qui, infatti, arrivano gli avanzi dal sito espositivo di Expo che al cibo ha dedicato il suo tema.

Il Refettorio è stato realizzato in un vecchio teatro parrocchiale, nel quartiere periferico di Greco a Milano. All’interno dove c’era la scena ora c’è la cucina, illuminata da un grande camino in rame. La sala invece è diventata la mensa, uno spazio allestito con tavoli di design, dove alle pareti si ammirano un affresco di Alessandro Cucchi e un’opera ispirata al tema del pane di Carlo Benvenuto. L’arte dunque a disposizione di tutti, come il portale progettato per l’ingresso da Mimmo Paladino. “Noi non veniamo qui a fare uno show – ha aggiunto Bottura – ma a regalare un’emozione”.

Il progetto ha raccolto l’apprezzamento del Cardinale Angelo Scola: “Il Refettorio è come la punta dell’iceberg della città metropolitana e plurale quale è Milano”.

Anche Giuseppe Sala, commissario unico di Expo, ha elogiato l’iniziativa.

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