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Ultimi fuochi campagna Regionali, pesa macigno impresentabili

Leader si dividono tra piazze e tv. Rischio astensionismo

Roma, 29 mag. (askanews) – Una sfida all’ultimo impresentabile. La campagna elettorale per le Regionali si è chiusa, ma a dominare il dibattito è la lista del presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, con i nomi dei 16 candidati che non hanno i requisiti previsti dal codice di autoregolamentazione approvato dai partiti. Ma è solo uno il nome su cui si scatena la tempesta politica, ed è quello del candidato democratico alla presidenza della Campania, Vincenzo De Luca. Il diretto interessato ha annunciato querela: “Querelo per diffamazione e sfido a un dibattito pubblico sui temi della moralità la pia donna di potere onorevole Rosy Bindi”.

L’accusa è quella di aver usato il lavoro della commissione per “vendicarsi” di vecchie ruggini con il segretario Renzi. Renzi che nell’ultimo giorno di campagna elettorale si è diviso tra le Marche e Firenze, città scelta per la chiusura insieme al candidato Enrico Rossi. Comizi anche per Salvini, che ha preferito la Verona di Flavio Tosi, e per Beppe Grillo, che ha optato per la “sua” Genova, dove si è autodenunciato come il più “impresentabile” di tutti e proprio per questo di sua scelta “fuori dal Parlamento” al contrario di tanti che da trent’anni sono dentro. Silvio Berlusconi ha continuato a perorare la causa dell’unione dei moderati.

Sono sette le regioni al voto per la scelta dei nuovi governatori e per il rinnovo dei consigli: Campania, Puglia, Toscana, Liguria, Veneto, Marche ed Umbria. 742 i comuni e circa 22 milioni gli italiani chiamati alle urne in una domenica di ponte in cui un ruolo chiave lo avrà l’astensionismo.

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