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Draghi: crescita riparte, ma è troppo bassa e servono riforme

Sul lavoro fare leva su orari e salari, decentralizzare contratti

Roma, (askanews) – Le prospettive economiche di Eurolandia sono oggi “migliori di quanto lo siano state negli ultimi sette lunghi anni di crisi”. E dal convegno annuale della Bce a Sintra, in Portogallo, il presidente Mario Draghi ha lanciato segnali incoraggianti: “La crescita si sta rafforzando- ha detto -. La politica monetaria si sta facendo strada nell’economia”.

Ma intanto, proprio a seguito delle lunga crisi, il potenziale di crescita dell’area è ormai finito sotto l’1 per cento. Concretamente significa che si rischia una disoccupazione strutturale stabilmente sopra il 10 per cento. E per i giovani anche peggio.

La crescita a rilento rende anche più difficile ridurre i debiti pubblici. Proprio per questo “è da quando sono presidente della Bce – ha ricordato Draghi – che ripeto gli appelli ad accelerare sulle riforme”.

Peraltro possono avere effetti positivi già sul breve termine, posto che vengano “scelte attentamente”. Draghi ha citato l’esempio della Germania sul mercato del lavoro: se si vogliono massimizzare i benefici di una riforma bisogna fare leva su orari e salari, piuttosto che sui licenziamenti. E durante la crisi, ha aggiunto, in vari Paesi si è visto che le imprese che potevano avvalersi di contrattati decentralizzati hanno ridotto l’occupazione meno di quelle vincolate ai contratti nazionali.

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