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Accordo a Expo per ottimizzare la produzione del caffè etiope

Firmata intesa con Unido, organizzazione dell'Onu, e Illy

Milano (askanews) – In Etiopia, un Paese senza petrolio o altre materie prime, c’è un tesoro nascosto. Si tratta del caffè, uno dei prodotti agricoli con la maggiore crescita di domanda su scala mondiale. Per adeguare la produzione al picco di consumi previsto e renderla sostenibile servono però tecnologie e tecniche agronomiche sofisticate. Da qui l’idea dell’Unido, organizzazione delle Nazioni unite per lo sviluppo industriale, di firmare a Expo 2015 un accordo con l’italiana Illy, che punta a far aumentare i profitto dei tantissimi piccoli produttori etiopi, in cambio dell’adesione a modelli che garantiscono all’impresa italiana forniture costanti e di alta qualità.

Andrea Illy, presidente e ad dell’impresa triestina: “L’Etiopia è un Paese fondamentale per questo, perché non solo produce un caffè unico e straordinario sotto il profilo qualitativo, ma in più è il Paese nel quale c’è la più grande biodiversità di caffè nativi, cioè selvatici e non ancora coltivati. Non può quindi solo aumentare la varietà di cultivar, che arricchiscono la qualità, ma anche reagire alla grande minaccia del riscaldamento globale”.

Obiettivi condivisi da Mebrathu Meles, ministro dell Industria del governo di Addis Abeba: “Questo accordo aiuterà molto a migliorare l’efficienza in tutti i livelli della catena del valore, a partire dalle pratiche agronomiche, fino al lavaggio e alla conservazione del raccolto”.

Una collaborazione tra pubblico e privato che tocca da vicino gli interessi dei venti milioni di etiopi le cui vita dipende dalla produzione del caffè.

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