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Venerdì 23 Giugno 2017

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I successi dell’industria farmaceutica derivano dal Patto Salute

Scaccabarozzi (Farmindustria): no a nuovi tagli lineari

Roma, (askanews) – L’industria farmaceutica italiana è riuscita a rafforzarsi ed aumentare le esportazioni, oggi arrivate al 70% del fatturato globale di 28 miliardi, per la stabilità raggiunta nel mercato interno, grazie al Patto per la Salute che ora viene messo in discussione dalle Regioni che debbono tagliare due miliardi e potrebbero ridurre la spesa sanitaria che rappresenta il 15% dei costi sanitari, anzichè incidere sul restante 85% e ripensare in modo creativo la governance del settore. E’ la posizione del presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, presidente e ad di Janssen Italia in questa videointervista ad askanews.

“L’industria farmaceutica italiana, che ha una presenza importante nel nostro Paese sin dagli Anni Ottanta – dice Scaccabarozzi – era sempre stata penalizzata sul mercato interno dalle manovre di riduzione della spesa che hanno colpito la farmacenutica. Negli ultimi due anni abbiamo avviato un dialoco con il governo al quale avevamo chiesto un patto di stabilità per consolidare i nostri dati economici. Non sono stati fatti ulteriori tagli e questa stabilità ha dato fiducia agli imprenditori italiani e agli investitori esteri e nell’ottica anche di una governance mondiale del settore, si è centralizzato dove c’era già una presenza importante. Da noi questa presenza è molto forte perchè abbiamo 174 fabbriche con 63 mila addetti che con l’indotto arriviamo a 130 mila e queste 174 fabbriche hanno cominciato a espandersi e fare nuove produzioni. Non dimentichiamo che l’ Italia oltre a produrre i farmaci di sintesi chimica che sono i puù tradizionali, ultimamente si sta specializzando anche nella produzione e nella ricerca delle biotecnologie, quindi tutti i farmaci innovativi stannjo arrivando nelle nostre produzioni. Esportiamo in tutto il mondo, Usa e Giappone compresi, grazie a una qualità eccellente delle nostre produzioni”.

Sul futuro Scaccabarozzi è però preoccupato: “Siamo a un punto imbarazzante. Al Patto della Salute abbiamo creduto e su di esso abbiamo fatto i nostri piani industriali. Il Patto non ci regalava nulla, perchè il settore è comunque sottoposto a tetto di spesa che se viene superato deve essere ripianato dalle nostre aziende. Nel 2013 per esempio abbiamo ripianato 400 milioni e ci sono aziende che stanno ripianando 50-60 milioni. Le Regioni stanno facendo marcia indietro chiedendo allo Stato di tornare ai vecchi metodi dei tagli al nostro settore che ha subito 44 manovre trasversali che non sono servite a nulla perchè il problema non si è risolto. In questo momento c’è la richiesta di cancellare al richiesta. di non far arrivare i prodotti innovativi nel nostro Paese. Dispiace, perchè ci avevamo creduto e gli emendmaenti delle Regioni sono inaccettabili, anche perchè quando ci avevano chiesto di investire abbiamo investito e quando ci avevano chiesto di riassumere ci eravamo impegnati ad assumere duemila persone e ne abbiamo assunte cinquemila”.

Sulle possibili riduzioni della spesa sanitaria il Presidente di Farmindustria conclude: “Bisogna cominciare a guardare l’85% della spesa sanitaria, visto che noi siamo solo il 15%. Considerare la spesa farmaceutica come un capitolo a se stante non ha più senso perchè stanno arrivando nuovi farmaci innovativi che sono curativi come quelli sull’epatite C. Quindi bisognerebbe guardare la spesa sanitaria nel suo insieme, i costi attesi e i costi evitati e in questo modo trovare i finanziamenti all’interno del settore. Se ricorreremo ancora una volta alla politica dei tagli io sarei preoccupato perché vorrebbe dire che non siamo capaci di rinnovare la governance del settore”.

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