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M5s: pronti all’astensione se la legge sulla tortura non cambia

Manconi (Pd): "Norma mediocre, ma meglio che nessuna norma"

Roma, (askanews) – Dopo la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo che, in riferimento ai fatti del G8 di Genova del luglio 2001, ha condannato l’Italia per “tortura”, un reato che nel nostro ordinamento ancora non c’è, il Parlamento torna a discutere sulla relativa proposta di legge.

Il Movimento 5 stelle è pronto a “valutare un’astensione” nell’aula della Camera se la proposta di legge che introduce il reato non verrà emendata. Come ha annunciato il deputato Vittorio Ferraresi, a margine della conferenza stampa alla Camera con la partecipazione di Amnesty international e di alcuni familiari delle vittime di abusi delle forze dell’ordine.

“Siamo pronti – ha spiegato Ferraresi – a votare a favore se ci sarà una pulizia del testo”. Un testo che è molto diverso rispetto al Senato, dove era passato quasi all’unanimità. Tra gli emendamenti considerati fondamentali per i cinquestelle, l’eliminazione dell'”intenzionalità”, perché si configuri il reato di tortura, che secondo loro deve punire sempre gli abusi violenti, senza costringere i magistrati ad accertare le ragioni di tali abusi.

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia e Simona Filippi, difensore civico dell’associazione Antigone, sperano che possano essere fatti dei miglioramenti in aula, ma la priorità per loro è comunque “avere una legge”.

Presente anche Ilaria Cucchi, che riferendosi al caso del fratello Stefano, ha detto:

“Se ci fosse stato il reato di tortura le cose sarebbero andate in modo diverso”.

“Si abbia il coraggio di collaborare tutti insieme per far sì che anche in Italia questi reati siano punibili, che si abbia il coraggio di fare una legge senza compromessi con nessuno”

Lapidario, infine, il giudizio sul provvedimento del senatore democratico Luigi Manconi, firmatario della proposta sulla quale è stato avviato l’iter del provvedimento al Senato.

“E’ un testo mediocre ma che va affrontato e va approvato, io temo che se non verrà approvato in questa versione di legge sulla tortura se ne dovrà parlare tra cinque anni”.

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