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De Lucchi racconta The Waterstone: idea disegnata dall’acqua

Il padiglione di Intesa Sanpaolo pensato per essre "trasportato"

Milano (askanews) – “The Waterstone” è il padiglione

di Intesa Sanpaolo per Expo 2015. Il progetto, realizzato dall’architetto Michele De Lucchi, segue la suggestione di tre sassi levigati dall’acqua, con quattro cascate che

scorrono tra le connessioni. La struttura portante, in legno

lamellare, è costituita da nove grandi portali arcuati; all’interno la struttura lignea è a vista, come l’interno di un grande fienile. Elemento sotteso all’idea è la forza creatrice dell’acqua, come spiega De Lucchi:

“L’acqua che scivola, l’acqua che leviga, che crea vita e che è indispensabile per l’esistenza sul pianeta. In questo caso mi piace molto l’idea dell’acqua che leviga e che determina la forma delle cose. E’ una consapevolezza molto semplice e naturale, ma molto molto vera e vicina all’essenza dell’uomo”.

Ma l’opera – nella visione di Michele De Lucchi – ha una radice anche nella fisica quantistica.

“La fisica quantistica ci aiuta a capire come è fatto il mondo e come sono fatti gli uomini. E come la fisica quantistica rivela che gli atomi nel vuoto non esistono, altrettanto possiamo dire noi uomini che nel vuoto non esitiamo. Quindi progettare vuol dire creare relazioni e occasioni di relazione. Di questo padiglione e in generale dell’Expo direi proprio che è l’occasione di progetto più straordinaria per un architetto”

E dinanzi alla sua opera appena consegnata, De Lucchi non perde occasione per guardare con umiltà verso altri traguardi. Chiamato a giudicare se stesso, così risponde: “Ho tanto da migliorare”

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