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Napoli, Papa Fancesco incontra Scampia: la corruzione spuzza

"Non dimenticate che siamo tutti dei migranti in cammino"

Napoli (askanews) – “A Maronna t’accumpagni”. Con queste parole il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha accolto Papa Francesco a Scampia, seconda tappa della sua visita pastorale a Napoli. “Lei toccherà con mano una realtà bella, meravigliosa ma ferita, un po’ dolente per la criminalità malavitosa e camorristica. Ma qui c’è l’impegno delle nostre parrocchie”, ha aggiunto il cardinale Sepe.

“Ho voluto incominciare da qui, da questa periferia, la mia visita a Napoli”, ha esordito il Papa che ha subito voluto ricordare il dramma dei migranti: “Pensiamo questo. Tutti siamo migranti nel cammino della vita. Nessuno di noi ha una dimora fissa in questa terra”.

Poi il Papa ha indirizzato il suo discorso sulla corruzione, parlando anche a braccio e usando espressione colorite. “La parola che si usa molto oggi è corruzione. Se chiudiamo la porta ai migranti, se togliamo il lavoro e la dignità alla gente, questo si chiama: corruzione. È una tentazione, è uno scivolare verso gli affari facili verso la delinquenza. Una cosa corrotta, ha spiegato il Papa, è una cosa sporca. La corruzione spuzza e la società corrotta spuzza. E un cristiano che lascia entrare dentro di sé la corruzione non è un cristiano, spuzza”.

“Vi auguro, ha poi continuato il Pontefice, che abbiate il coraggio di andare avanti con questa gioia, con questa radice, di portare avanti la speranza, di andare avanti per la strada del bene, non del male. Andate avanti nel cercare fonti di lavoro perché tutti abbiano la dignità di portare il pane a casa e andare avanti nella pulizia dell’anima, della città, della società”, ha concluso papa Francesco.

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