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Lupi si dimette in Parlamento: lascio il governo a testa alta

Lascia il ministro Infrastrutture dopo scandalo grandi opere

Roma (askanews) – Dopo l’annuncio dal salotto tv di Bruno Vespa a “Porta a Porta”, è arrivata l’ufficialità. Travolto dallo scandalo dell’inchiesta fiorentina sulle grandi opere, Maurizio Lupi ha annunciato alla Camera le dimissioni da ministro per le Infrastrutture.

“Mi dimetto a 72 ore ore dai fatti”, ha dichiarato.

Nell’informativa ai deputati Lupi ha chiarito subito di non avere responsabilità giudiziarie, dato che non è nemmeno indagato, ma ha parlato di responsabilità politiche. Da qui la decisione del passo indietro. Nella sua ultima comunicazione da ministro Lupi ha rivendicato il lavoro fatto al suo ministero, dalla pratica Alitalia allo sviluppo della rete ferroviaria e al rilancio degli appalti medio-piccoli. Poi è tornato sulle accuse di raccomandazioni in famiglia: “Non ho mai fatto pressioni per far avere un lavoro a mio figlio”, ha ribadito.

Lupi ha concluso il suo discorso affermando di uscire “a testa alta” da questa vicenda, convinto che “il tempo sarà galantuomo”. Dalla Camera attestati di stima per il gesto di Lupi da sinistra a destra, con attacchi diretti al premier Renzi e al governo. Per Renato Brunetta di Forza Italia “Lupi era l’unico resistente nel Governo e quindi doveva sloggiare”. Secondo Alessandro Di Battista del Movimento Cinque Stelle Lupi è stato “sacrificato dagli squali del governo per tenere in piedi il sistema”. Fabrizio Cicchitto, intervenuto per l’Ncd, ha parlato di linciaggio mediatico per l’ormai ex ministro delle Infrastruttute. Una poltrona oggi vacante, sospesa tra l’interim a Renzi e un nome in pole per la successione, su tutti quello di Raffaele Cantone.

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