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Dal 2016 età pensione sale a 66 anni e 7 mesi, 4 mesi in più

Circolare Inps su adeguamento requisiti ad aspettativa vita

Roma, 20 mar. (askanews) – Dal primo gennaio 2016 per andare in pensione bisognerà aspettare quattro mesi in più. E’ l’esito dell’adeguamento dei requisiti previdenziali all’aspettativa di vita media deciso per legge. Un aggiornamento che scatta ogni tre anni e il prossimo è atteso nel 2019.

Per la pensione di vecchiaia, una circolare dell’Inps chiarisce che dal prossimo anno ai lavoratori maschi sia del pubblico sia del privato e agli autonomi serviranno 66 anni e sette mesi (con almeno 20 anni di contributi) e non più 66 anni e tre mesi. Stesso discorso vale per le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego. Per le lavoratrici del settore privato, invece, l’incremento sarà maggiore: nel 2016 andranno in pensione di vecchiaia a 65 anni e sette mesi rispetto agli attuali 63 anni e nove mesi. Le lavoratrici autonome passeranno da 64 anni e nove mesi a 66 anni e un mese dal primo gennaio 2016 per arrivare a 66 anni e sette mesi nel 2018.

Per lasciare il lavoro in anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia dal 2016 il requisito salirà a 42 anni e dieci mesi per gli uomini e a 41 anni e dieci mesi per le donne. Attualmente agli uomini servono almeno 42 anni e sei mesi di contributi mentre alle donne bastano 41 anni e sei mesi.

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