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Cantone: corruzione danno per paese ma non si vince con una legge

"Il ddl visto come panacea ma serve mentalità e trasparenza"

Casal di Principe (askanews) – “La corruzione è un danno per il Paese. Non è un problema di legge, è un problema di cultura e di mentalità”: così Raffaele Cantone, capo dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nominato da quel governo Renzi che oggi, con il caso Lupi e l’inchiesta sulle grandi opere, è stato lambito dal problema di appalti e clientele. Per Cantone, che ha parlato a un evento in memoria di Don Peppe Diana a Casal di Principe, anche l’inchiesta fiorentina ha dimostrato che la legge anticorruzione ferma al Parlamento da due anni, e forse oggi a una svolta, è importante ma non decisiva per debellare il problema.

“Noi possiamo fare tutte le leggi di questo mondo, oggi si sta attendendo questa modifica legislativa al Parlamento come una panacea – ha sottolineato – io mi auguro che questa legge venga applicata al più presto, ma non sarà questo il cambiamento. Le indagini di questi giorni si sono fatte con risultati eccezionali anche utilizzando le vecchie leggi”, ha aggiunto Cantone.

Secondo il magistrato napoletano la chiave è capire che la corruzione “non è un problema di amministratori e imprenditori, ma riguarda tutti i cittadini”: “La trasparenza è la grande scommessa del futuro, la possibilità di sapere cosa fanno i nostri amministratori dei nostri soldi”, ha concluso. Cultura della legalità, consapevolezza e trasparenza: solo così secondo Cantone la corruzione potrà essere vinta una volta per tutte.

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