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Alimentare: Parmigiano tra crisi, falsi e crollo dei prezzi

Coldiretti porta in piazza a Bologna sindaci e produttori

Bologna (askanews) – È un vero bollettino di guerra per il Parmigiano Reggiano: prima il terremoto del 2012 in Emilia che ha distrutto migliaia di forme con danni per oltre 150 milioni di euro; poi la crisi che, solo nel 2014, ha costretto alla chiusura 1 stalla su 4; poi ancora un crollo del 20% del prezzo pagato ai produttori e, infine, la concorrenza dei falsi di scarsa qualità.

Tempi duri, insomma, per il formaggio simbolo del “made in Italy”, per questo Coldiretti, in vista dell’Expo di Milano, ha chiamato in piazza a Bologna allevatori e produttori per invitare i cittadini a mangiare italiano.

Marco Allaria Olivieri, direttore Coldiretti Emilia-Romagna: “Abbiamo calcolato – ha spiegato – che il falso made in Italy nel mondo vale 60 miliardi di euro e solo per l’ER se fosse contrastata in modo serio la contraffazione, attraverso l’etichettatura obbligatoria, ci sarebbe la possibile di creare circa 30 mila posti di lavoro nuovi. Oggi vogliamo dare qui un messaggio: gli allevatori italiani ci sono; dobbiamo consumare prodotti italiani; dobbiamo tutelare e valorizzare questi prodotti made in Italy”.

In piazza Coldiretti ha allestito l’intera filiera del Parmigiano: una stalla con le vacche rosse, la zona mungitura, il caldaio di rame per il formaggio e l’antica zangola per fare il burro.

Per i più piccoli lezioni sulla natura e la buona alimentazione degustazioni di Parmigiano per i più grandi. In un angolo, invece, la “galleria degli orrori” con le imitazioni – scovate sugli scaffali dei supermercati di mezzo mondo – che mettono sempre più in crisi allevatori e produttori.

“Ci siamo trovati quasi costretti a commercializzare il nostro prodotto aprendo e investendo in uno spaccio aziendale perché alla grande distribuzione ci viene pagato poco o niente e non riusciamo neanche a pagarci le spese di produzione. Se la situazione continua così vedremo molte aziende chiudere”.

All’appuntamento di Coldiretti hanno partecipato anche tanti sindaci che si sono cimentati anche nella mungitura delle vacche.

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