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Imprese italiane in prima fila per raddoppio del canale di Suez

Delegazione visita cantiere, da marzo gare che interessano Italia

Roma, 26 feb. (askanews) – Le riforme messe in atto dal governo egiziano partiranno dal settore delle infrastrutture, che rappresenta uno dei punti di forza dell’economia nazionale. I lavori per l’ampliamento del canale di Suez sono certamente il fiore all’occhiello del piano di sviluppo del Paese e rappresentano un’opportunità di lavoro per circa 25mila egiziani.

Il mega-progetto voluto dal presidente al-Sisi, che nelle intenzioni del Governo dovrà essere parzialmente ultimato entro agosto, non è tuttavia solo un’arma contro la disoccupazione, ma anche un modo per bloccare l’avanzata dei jihadisti del Sinai.

Per le imprese italiane si tratta di un’occasione formidabile di business. La visita al cantiere di Suez è infatti stato uno degli appuntamenti principali della missione di sistema in Egitto. La delegazione delle aziende italiane, guidata da Licia Mattioli, presidente del gruppo internazionalizzazione di Confindustria, ha potuto verificare lo stato di avanzamento dei lavori: una volta terminata, l’opera consentirà di ridurre i tempi di percorrenza delle navi da 18 a 11 ore. Entro il 2023 il transito di navi nel canale sarà quasi raddoppiato, passando dagli attuali 49 a 97 passaggi giornalieri.

Il costo del parziale raddoppio del canale di Suez è stimato in 8 miliardi e mezzo di dollari. Le aziende italiane potranno ritagliarsi uno spazio importante grazie al know how e alle tecnologie. In ballo ci sono commesse da centinaia di milioni. Si annunciano, dunque, affari a parecchi zeri per la Trevi, che ha già commesse in Egitto, o la Pizzarotti di Parma, che potrebbe partecipare a una gara per creare tunnel sottomarini. Salini Impregilo e Astaldi potrebbero invece puntare a realizzare centri urbani con l aiuto di big del calcestruzzo come Italcementi e Cementir.

Il piano del Governo egiziano prevede lo sviluppo di due progetti per ampliare e migliorare l’intero complesso. Il primo è un piano di allargamento del canale, che comprende la costruzione di 6 tunnel sottomarini, di cui 2 percorsi da ferrovia, e lo scavo a secco di una nuova via, parallela a quella attuale, lunga circa 35 chilometri. Il secondo riguarda lo sviluppo e l’allargamento dei 6 porti che affacciano sul canale. Ed è proprio su questo secondo progetto che si concentrano le attenzioni delle imprese italiane. Le gare di appalto partiranno a marzo.

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