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Diritti o abusi acquisiti? Professionisti a rischio pensione

Forum promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri

Roma, 19 feb. (askanews) – I professionisti che lavorano oggi, rischiano di non prendere una pensione domani. Ciò per colpa di quei colleghi più anziani che ricevono pensioni troppo generose a causa dei cosiddetti “diritti acquisiti”, quei diritti immutabili, che però andrebbero rivisti in base alla nuova situazione economica del paese. Se n’è parlato al forum “Il futuro delle libere professioni e il ruolo delle casse di previdenza”, promosso dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri (CNPR).

Tra i relatori intervenuti Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro sotto il governo Prodi (2006-2008), che ha proposto: “Io sono favorevole al fatto che si metta un tetto. La mia proposta è semplice: fino a 5.000 euro netti mensili la situazione rimane, sommando le pensioni, com’è. Al di sopra bisogna che ci sia una forte tassazione. attraverso la quale redistribuire le risorse ai più giovani, a vantaggio delle pensioni più basse”.

Il presidente della Cassa dei ragionieri, Luigi Pagliuca, diventato il paladino dei diritti di chi sta “sostenendo” il sistema, ha denunciato: “I diritti acquisiti è un termine un po’ superato, bisognerebbe parlare di ‘abusi acquisiti’ nel senso che una persona ce ha versato in tutta la sua carriera lavorativa 100 mila euro non può pensare di andare a recuparere un milione e 200.000 euro, perché se c’è qualcuno che versa 100.000 e preleva un milione e due, ci sono 11 persone che verseranno 100.000 e non recupereranno nulla”.

La palla in mano, come ha spiegato Pagliuca, ce l’hanno i magistrati. Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri: “Quindi, sì alla tutela dei diritti acquisiti, però ci vuole una legislazione che così come ha detto la Corte costituzionale non può essere retroattiva laddove sia irragionevole”.

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