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Lunedì 20 Novembre 2017

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La fine dell’embargo americano a Cuba piace agli imprenditori Usa

Aziende della Florida pronte a investire sull'isola caraibica

Miami (askanews) – La fine dell’embargo americano a Cuba rappresenta una possibile fonte d’investimento per tanti americani che non vedono l’ora di fare affari sull’isola caraibica. John è, senza dubbio, uno di questi. Vive in Florida dove possiede, assieme alla moglie la Naples Air, una piccola società di lavoro aereo.

La promessa di Obama, data la vicinanza di Cuba alle coste della Florida, è per lui una grande occasione per allargare il giro d’affari e dare il via a collegamenti aerei da e per l’isola.

“Sarebbe grandioso se ci riuscissimo davvero – spiega – pensate, se il volume d’affari ora è grande così, potrebbe diventare molto più grande. Stiamo parlando dell’isola più grande dei Caraibi dove vivono 11 milioni di persone, spiagge incantevoli, tempo meraviglioso”.

Cuba dista solo 90 miglia dalle coste della Florida. E fanno gola a molti le possibilità di business, probite per più di 50 anni così come il turismo. Ad ora, infatti, sono solo 12 le categorie di viaggiatori americani che possono avere un visto d’ingresso, solitamente per motivi di studio, religiosi o familiari.

“Ci sono molti settori in cui imprenditori della Florida possono fare affari a Cuba, ad esempio l’edilizia, le infrastrutture, o l’agricoltura”, spiega questo imprenditore americano.

“Penso che la parola chiave sia ‘facilitazione’ – aggiunge Jay, vice presidente di una società che trasporta a Cuba cibo e medicinali, prodotti esonerati dalle sanzioni commerciali – è bene sottolineare che, al momento, l’embargo è ancora in vigore e non credo che vedremo grandi effetti nel breve periodo. Però potremmo verificare un aumento delle transazioni commerciali man mano che la tensione si andrà allentando e tutto sarà, appunto, facilitato”.

Naturalmente c’è anche chi non vede di buon occhio l’apertura di Obama verso L’Avana. Gli stessi governi sanno che dovranno superare profonde spaccature. Tuttavia il cammino verso la “normalizzazione” ormai è tracciato e molte aziende, soprattutto, americane, sono già pronte a decollare.

(Immagini Afp)

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