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Sabato 24 Giugno 2017

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Mattarella presidente, la giornata dei tributi

"Sarò un arbitro imparziale ma i giocatori mi aiutino"

Roma, (askanews) – Sergio Mattarella è il nuovo presidente della Repubblica. La giornata d’insediamento, come da protocollo, è stata disturbata solo dalla forte pioggia della mattina romana, che ha costretto Mattarella a spostarsi inizialmente a bordo di una Lancia Thesis coperta e non sulla tradizionale cabriolet. Prima di entrare a Montecitorio per il giuramento, l’incontro con Matteo Renzi, i rappresentanti del governo e di tutti i gruppi parlamentari.

Poi Mattarella ha giurato davanti al Parlamento e ha tenuto un discorso solenne, un po’ emozionato; una mezz’ora interrotta da 42 applausi, e accolta con standing ovation iniziale e finale.

C’è stato spazio per tutto, anche per un omaggio alla Resistenza, una promessa per i due marò, la citazione di Papa Francesco contro i politici corrotti, il ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia e la rassicurazione che, come richiede il ruolo, il presidente sarà un “arbitro imparziale”, con tanto di metafora calcistica: “All’arbitro compete l’applicazione delle regole. L’arbitro deve essere e sarà imparziale… I giocatori lo aiutino con la loro correttezza”.

Gremitissime tutte le tribune, c’erano anche i familiari di Mattarella e diversi esponenti della vecchia Dc. Il discorso è stato applaudito da tutti, anche da Forza Italia e Movimento Cinque Stelle.

Uscendo da Montecitorio, Mattarella si è recato all’Altare della Patria, dove ha passato in rassegna il reparto d’onore. Poi a bordo della Lancia Flaminia scoperta, è arrivato al Quirinale e si è insediato al Palazzo in una cerimonia che ha riunito i ministri, Renzi, Silvio Berlusconi e i leader ed esponenti di tutte le forze politiche. “Questo luogo ricco di storia” ha detto, “è davvero la casa degli italiani ed è bene che lo diventi sempre di più”.

Dopo il discorso Mattarella si è spostato con tutti i suoi ospiti, almeno trecento, nel salone delle feste per un veloce rinfresco, prima della liturgia dei saluti e delle presentazioni. Per l’Italia, come aveva detto Renzi fin dalla mattina, è stato “il giorno del presidente”.

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