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Venerdì 24 Novembre 2017

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Impresa sostenibili, quando l’etica aiuta a fare business

A confronto esperienze vincenti di sostenibilità

Roma, (askanews) – Aziende a confronto sul tema del fare impresa con logiche di etica , di come la sostenibilità sia una base innovativa per competere e ripartire, di come la crisi stessa abbia messo in dubbio tanti asset su cui finora si è basato il fare business. Il dibattito è aperto, e si è provato a fare il punto sulla convenienza di essere oggi azienda responsabile in un convegno a Roma nella sede di Unioncamere. Facendo emergere una realtà di sistema imprenditoriale che già agisce, diffusamente, in maniera sostenibile. Esperienze diverse ma un denominatore comune: essere responsabile oggi è un’esigenza di business, non solo un impegno. Vale per le aziende, e a maggior ragione per l’associazionismo imprenditoriale, come evidenzia Alberto Frausin, amministratore delegato di Carlsberg e presidente di Assobirra: “Carlsberg ha fatto ricerca e innovazione per 140 anni. Tutte le ricerche sono state condivise con il mondo della birra. Quindi tutti i grandi passi storici sono stati fatti insieme. Questo vuol dire sostenibilità, mettere a fattor comune per tutta la categoria e non farne un vantaggio competitivo. Sarà il futuro, ci credo moltissimo ed è la storia della mia azienda”, ha detto Frausin.

Ruolo fondamentale, nell’indirizzare verso produzioni e attitudini industriali responsabili, quello della distribuzione, come conferma il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli: “La distribuzione moderna e organizzata in Italia si è strutturata per dimostrare quello che sta facendo in termini di sostenibilità e di sostegno alla produzione italiana”, ha sottolineato Cobolli Gigli.

Ma il senso dell’essere responsabile, per un imprenditore, in una visione moderna di impresa, è cercare sempre equilibrio tra il profitto facile oggi e il guardare avanti, alla vita stessa dell’azienda. Mettendo magari al centro il consumatore e la materia prima che si lavora. E’ il caso di As do Mar, con il presidente Vito Gulli intervenuto per spiegare ad esempio come pescare solo grandi tonni permette di essere certi che un domani quel business sarà ancora redditizio. Così, nel fare business responsabile si vince dunque sui competitor meno attenti: “Il senso è aver capito che senza non si può – ha detto Gulli -. E non è per un obbligo morale, è per un obbligo economico. Continuo a ribattere sempre su questo punto perché prima di tutto è per dare più credibilità al farlo, perché quando uno si muove per interesse fa più concretamente quello che dice. E l’ obbligatorietà del farlo sta nell interesse di un’ impresa di esistere oggi, domani, dopodomani, senza questo concetto dopodomani non ci sono più imprese”.

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