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Martedì 25 Luglio 2017

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A Firenze Pitti Uomo 2015 fra tradizione e innovazione

Ottimismo sull'economia, filiera corta, eleganza e praticità

Roma, (askanews) – Non manca un sostanziale ottimismo all’edizione 2015 di Pitti Uomo, alla Fortezza da Basso di Firenze: fra gli ospiti manca la Russia, ma l’export italiano si estende a nuove frontiere, specialmente nei mercati asiatici, dove ad aprire punti vendita non sono soltanto i nomi più famosi della moda. Il segreto del Made in Italy? Per molti marchi è la continua rivisitazione dei modelli classici, in una dialettica virtuosa fra tradizione e innovazione.

Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine: “L’innovazione è l’elemento che dà alla tradizione la possibilità di essere contemporanea, quindi sono due parti che si guardano e si specchiano con grande rispetto”. Le giacche si fanno sempre più aperte, i tessuti strabilianti con effetti e materiali che sorprendono per la capacità di coniugare eleganza e praticità. Sempre con un’idea di filiera corta.

Gaetano Marzotto, presidente di Pitti uomo: “La capacità di reazione veloce fa sì che un prodotto abbia successo o meno: due mesi va bene e se hai la filiera in Italia riesci a servire il mercato, se deve arrivare alla Cina non arriva. Quindi anche la velocità sta diventando un fattore critico di successo, oltre alla qualità e all’innovazione che qui in Italia noi abbiamo in maniera straordinaria, che è dovuto a centinaia di anni di cultura della moda, che non si fanno in poco”.

La speranza del settore è che si consolidino i primi incoraggianti segnali di uscita dalla crisi per il 2015, con il dollaro forte e l’euro relativamente più debole che aiuta un po’ l’export, mentre il petrolio crollato dà potere d’acquisto alle famiglie per comprare beni durevoli e semidurevoli, creando una spirale positiva.

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