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Pino Daniele, autopsia rivela morte per insufficienza cardiaca

Nulla d'inatteso dall'esame, i pm acquisiscono cartelle cliniche

Napoli (askanews) – L’autopsia sul corpo di Pino Daniele non ha rivelato nulla di cui non si fosse già a conoscenza. Fondamentalmente l’artista è morto per una grave insufficienza cardiaca, conseguenza della cardiopatia di cui era affetto da molto tempo, come hanno sottolineato i consulenti di Fabiola Sciabbarrasi, ex moglie del cantante, Luisa Regimenti ed Enrico Marinelli.

“Ha evidenziato quello che ci aspettavamo – ha detto Marinelli – una cardiopatia importante con gli esiti di interventi al cuore e una condizione di compenso funzionale precario”.

“Certamente – ha aggiunto Regimenti – c’era una cardiopatia cronica di base che presupponeva una certa attenzione nei soccorsi”.

Proprio sui soccorsi sono concentrate le indagini della Procura di Roma che procede per omicidio colposo contro ignoti. I giudici vogliono far luce su cosa sia effettivamente successo la sera del 4 gennaio, per capire se Pino Daniele si sarebbe potuto salvare con un intervento più tempestivo anziché iniziare un viaggio di due ore da Grosseto a Roma per incontrare il cardiologo di fiducia.

“Possiamo vedere – ha concluso Marinelli – se, nel momento critico in cui ha avuto il malessere, poteva essere soccorso meglio oppure no, ma questo si accerterà anche alla luce di altri fatti di circostanza”.

Intanto i Pm romani hano disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche del cantautore, anche per ricostruire la storia della sua patologia.

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